La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29305/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prova testimoniale: la testimonianza di un parente non può essere considerata automaticamente inattendibile. Il caso riguardava una disputa su confini e servitù, in cui la Corte d'Appello aveva screditato le dichiarazioni dei testi legati da parentela con una delle parti. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il giudice di merito deve valutare la credibilità del testimone senza apriorismi, basandosi su elementi concreti e non sul solo vincolo familiare, rinviando la causa per un nuovo esame.
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