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Art. 89 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 89 Codice di Procedura Penale

Misura cautelare e salute: quando si resta in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione di stampo mafioso e narcotraffico, che chiedeva la revoca della misura cautelare in carcere per motivi di salute. La Corte ha stabilito che la detenzione è legittima se, nonostante le patologie, l'indagato prosegue la sua attività criminale, dimostrando un'eccezionale pericolosità sociale. Inoltre, ha ribadito che le mere irregolarità formali nelle intercettazioni non ne determinano l'inutilizzabilità.
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Dichiarazione di domicilio appello: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27511 del 2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, chiarendo un punto cruciale della Riforma Cartabia. Anche se l'imputato giudicato con rito abbreviato è considerato 'presente', ciò non lo esonera dall'obbligo generale di depositare una nuova e specifica dichiarazione di domicilio in appello. La mancata presentazione di tale dichiarazione, richiesta dall'art. 581, comma 1-ter c.p.p., rende l'impugnazione inammissibile.
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Testimonianza videoregistrazioni perse: la Cassazione
Un individuo è stato condannato per spaccio sulla base della testimonianza di agenti di polizia riguardo a videoregistrazioni perse a causa di un guasto tecnico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la testimonianza sul contenuto delle videoregistrazioni perse è ammissibile come prova, a differenza di quanto avviene per le intercettazioni. I ricorsi degli altri imputati, condannati per evasione, sono stati dichiarati inammissibili.
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Prove da comunicazioni criptate: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23756/2024, hanno risolto un importante contrasto giurisprudenziale sull'utilizzabilità delle prove da comunicazioni criptate, acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI) da un'autorità giudiziaria straniera. Il caso riguardava messaggi provenienti da una nota piattaforma criptata, usati come prova in un procedimento per traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di tali dati, in quanto prove già esistenti e a disposizione dell'autorità estera, non richiede una preventiva autorizzazione del giudice italiano. La disciplina di riferimento è l'art. 270 c.p.p. (uso di intercettazioni in altri procedimenti) e non l'art. 234-bis c.p.p. L'utilizzabilità è ammessa, salvo che la difesa fornisca prova concreta della violazione di diritti fondamentali.
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Custodia cautelare associazione mafiosa: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La Corte ha chiarito che la mancata trasmissione dei decreti di autorizzazione delle intercettazioni non le rende inutilizzabili se la difesa non ne chiede specificamente l'acquisizione. Inoltre, ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la legittimità della detenzione in carcere, basata sulla presunzione di adeguatezza prevista per i reati di mafia, data la prova della "messa a disposizione" dell'indagato al sodalizio.
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Intercettazioni inutilizzabili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20497/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata per associazione di tipo mafioso. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità delle intercettazioni per vizi procedurali, ma la Corte ha stabilito che tali irregolarità non comportano automaticamente l'inutilizzabilità della prova, confermando la validità della misura cautelare. La decisione ribadisce che la mancata trasmissione di alcuni atti non lede il diritto di difesa se l'accesso alle registrazioni è garantito.
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Intercettazioni con trojan: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di dodici imputati, confermando le condanne per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza affronta in modo approfondito la legittimità delle intercettazioni con trojan, chiarendo che l'uso di 'server di transito' gestiti da società private non ne inficia la validità, purché la registrazione finale avvenga negli impianti della Procura. La Corte ha inoltre ribadito che, per i reati di criminalità organizzata, non è necessario specificare preventivamente i luoghi di privata dimora in cui il captatore informatico sarà attivato.
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Associazione per delinquere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso complesso di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte ha dichiarato inammissibili o rigettato la maggior parte dei ricorsi, confermando le condanne per il reato associativo. Ha tuttavia annullato con rinvio la sentenza per un imputato, limitatamente alla determinazione della pena, a causa di una motivazione insufficiente da parte della corte d'appello. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare i fatti ma solo la corretta applicazione della legge.
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