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Art. 878 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 878 Codice Civile

Distanze legali ascensore: la Cassazione chiarisce
Un cittadino ha citato in giudizio un Comune per l'installazione di un ascensore esterno che limitava il suo diritto di veduta. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che un ascensore esterno non può essere considerato un semplice 'volume tecnico' esente dal rispetto delle norme sulle distanze. Si tratta di una 'costruzione' a tutti gli effetti, soggetta alle distanze legali, in particolare quelle a tutela del diritto di veduta (art. 907 c.c.). La Corte ha inoltre precisato che le deroghe previste dalla legge per l'abbattimento delle barriere architettoniche si applicano solo in ambito condominiale e non nei rapporti tra proprietà distinte, accogliendo così le ragioni del ricorrente.
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Doppia conforme: quando si applica dopo la Riforma?
In una disputa immobiliare su distanze tra costruzioni, la Corte di Cassazione conferma la condanna di un costruttore, rigettando il suo ricorso. La sentenza è cruciale perché chiarisce l'applicazione del principio di 'doppia conforme' dopo la Riforma Cartabia: il ricorso per questioni di fatto è inammissibile se due corti di merito hanno raggiunto la stessa decisione, anche con motivazioni non perfettamente identiche, purché basate sullo stesso nucleo fattuale. La Corte ribadisce inoltre che una ricostruzione con aumento di volumetria equivale a una nuova costruzione e deve rispettare le distanze vigenti.
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Distanze tra costruzioni: muro di confine o edificio?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso sulle distanze tra costruzioni, chiarendo la differenza tra un semplice muro di cinta e una costruzione vera e propria. L'ordinanza stabilisce che un muro alto più di tre metri e strutturalmente collegato a un edificio preesistente non è un muro di cinta e deve essere rispettato nelle distanze legali per le nuove edificazioni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Eccezione di usucapione: la mancata contestazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che rigettava la domanda di un proprietario volta alla rimozione di opere del vicino. La Corte ha stabilito che la mancata e tempestiva contestazione dell'eccezione di usucapione sollevata dal vicino equivale ad ammissione dei fatti posti a suo fondamento, rendendo provato il possesso ultraventennale e legittimando il mantenimento delle opere nella loro attuale posizione.
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Distanze legali muro: la Cassazione chiarisce
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per la costruzione di un muro che violava le distanze legali e limitava la veduta. La Corte di Cassazione ha stabilito che un muro di contenimento di un terrapieno creato artificialmente è a tutti gli effetti una costruzione e deve rispettare le distanze legali. La sentenza impugnata è stata cassata anche per non essersi pronunciata su tutte le domande dell'attore, come quella di risarcimento del danno. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Distanze legali: estinzione del giudizio in Cassazione
Una complessa controversia immobiliare riguardante la violazione delle distanze legali tra costruzioni confinanti è giunta in Cassazione. La lite, iniziata con domande reciproche di demolizione, si è conclusa inaspettatamente con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le parti, infatti, hanno presentato una rinuncia reciproca al ricorso principale e a quello incidentale, portando la Suprema Corte a chiudere il procedimento senza una decisione nel merito, lasciando così definitiva la sentenza d'appello.
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Distanze legali costruzioni: la delibera è valida?
Una società edilizia, appellandosi a una delibera comunale permissiva, ha visto il suo ricorso respinto dalla Cassazione in una controversia sulle distanze legali costruzioni. La Corte ha ribadito che i regolamenti nazionali (DM 1444/1968) prevalgono sulle norme locali meno restrittive, che non hanno completato l'iter di approvazione regionale. Di conseguenza, la nuova costruzione deve essere arretrata per rispettare le distanze minime imposte dalla legge nazionale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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