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Art. 877 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 877 Codice Civile

Distanze legali tra edifici: stop alla sopraelevazione abusiva
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per aver edificato un nuovo piano con aumento volumetrico a solo un metro di distanza dalla sua parete finestrata. I vicini sostenevano la legittimità dell'opera qualificandola come costruzione in aderenza e ristrutturazione esente dai limiti distanziali. I giudici di merito hanno respinto le domande attoree. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito, accogliendo il ricorso del proprietario danneggiato. La Suprema Corte ha chiarito che una sopraelevazione con incremento di volume costituisce a tutti gli effetti nuova costruzione e non può considerarsi in aderenza se sussiste un'intercapedine tra gli immobili. Di conseguenza, si applicano rigorosamente le distanze legali tra edifici di almeno dieci metri vigenti al momento della costruzione.
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Distanze tra costruzioni: androne chiuso senza nuovo ingombro
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini di casa contestando la chiusura di un'area aperta posta sopra l'androne carrabile comune. I confinanti avevano realizzato una parete di tamponamento con porta-finestra e solette appoggiate al muro comune. Il ricorrente lamentava la violazione delle distanze tra costruzioni e del diritto di veduta. I giudici di merito hanno ordinato la sola rimozione delle solette infisse nel muro, salvando la parete. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione e respinto il ricorso. La chiusura di uno spazio interno alla sagoma preesistente non crea nuovo ingombro esterno e costituisce una semplice ristrutturazione edilizia. Inoltre, la presenza di una grata fissa impedisce l'affaccio e rispetta le regole sulle vedute.
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Violazione delle distanze legali: l’errore annulla la sentenza
Un proprietario cita in giudizio i vicini lamentando la violazione delle distanze legali tra gli edifici, indicando uno specifico immobile di sua proprietà denominato secondo corpo di fabbrica. La Corte d'Appello accoglie la domanda di arretramento, ma misura la distanza prendendo a riferimento un diverso fabbricato dello stesso proprietario, ossia il primo corpo di fabbrica. I vicini ricorrono in Cassazione contestando la modifica d'ufficio della causa. La Suprema Corte accoglie il ricorso: il giudice non può cambiare il fatto costitutivo della domanda modificando l'immobile di riferimento. Questa variazione viola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato e impedisce ai vicini di difendersi. La sentenza viene annullata con rinvio ad un'altra sezione d'appello per un nuovo giudizio.
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Sopraelevazione e distanze legali: quando il tetto va demolito
I proprietari di fabbricati adiacenti si sono affrontati in tribunale per contestare la realizzazione di abbaini, balconi e l'innalzamento della copertura del tetto. I giudici di secondo grado avevano ritenuto legittimi tali interventi poiché gli edifici originari erano costituiti in aderenza. La Corte di Cassazione ha invece annullato la decisione affermando che ogni sopraelevazione e distanze legali devono rispettare le norme del piano regolatore comunale vigenti al momento dei nuovi lavori. Qualsiasi sopraelevazione costituisce una nuova costruzione e, se lo strumento urbanistico locale vieta la costruzione a confine, l'opera deve rispettare la distanza minima prescritta. La Cassazione ha inoltre precisato che anche le solette dei balconi sporgenti rientrano nel calcolo delle distanze. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Distanze legali: regole per scale in aderenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che ordinava la demolizione di una scala esterna realizzata in un'intercapedine tra edifici. Il fulcro della controversia riguarda il rispetto delle distanze legali e la corretta qualificazione dell'opera come costruzione in aderenza o in appoggio. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non può presumere l'illegittimità basandosi solo sulla natura dell'opera, ma deve accertare se esista un'autonomia strutturale o se l'opera elimini effettivamente ogni spazio vuoto tra i fabbricati.
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Muro di cinta e distanze legali: la guida
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che qualificava automaticamente come costruzione un muro posto a confine tra due fondi a dislivello. Il caso riguardava la realizzazione di un nuovo manufatto su un muro preesistente. La Suprema Corte ha chiarito che, per escludere un muro di cinta dal calcolo delle distanze legali, occorre verificare i requisiti di altezza massima di tre metri, l'isolamento delle facce e la funzione di delimitazione della proprietà.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione e nuove norme
Due società edili, condannate in appello alla demolizione di una parte di un edificio per violazione delle distanze tra costruzioni, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso basandosi sull'entrata in vigore di una nuova normativa locale più favorevole, che ha ridotto la distanza minima richiesta dal confine. La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello, che dovrà riesaminare il caso alla luce della nuova legge. Sono stati invece respinti gli altri motivi relativi alla legittimità di un garage costruito in aderenza.
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