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Art. 87 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 87 Codice di Procedura Civile

Compenso avvocato revocato: la Cassazione annulla la parcella
Un cliente riceve una richiesta di pagamento per la parcella del proprio ex difensore. Il cliente contesta la somma ed evidenzia che l'avvocato aveva subito la revoca del mandato ed era stato sostituito da un nuovo legale. Il tribunale territoriale riconosce comunque il compenso all'ex difensore, sostenendo che spettasse al cliente dimostrare le attivita svolte dal nuovo avvocato. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici stabiliscono che il compenso avvocato revocato spetta solo per le prestazioni effettivamente svolte prima della revoca. Spetta al professionista dimostrare il lavoro eseguito e non al cliente provare l'operato del sostituto. Inoltre, la Cassazione nega gli onorari per le udienze a cui il legale revocato non ha partecipato.
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Inammissibilità documenti in appello: la prova mancata costa il credito
Un creditore ha tentato di recuperare un credito residuo da un debitore, avviando una nuova esecuzione dopo che una precedente era stata solo parzialmente fruttuosa. Il debitore si è opposto, sostenendo che il credito non era stato dimostrato. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, decisione confermata in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del creditore. La sentenza ha stabilito l'**inammissibilità documenti in appello** prodotti per la prima volta, in copia e senza attestazione di deposito, non dimostrando che il credito residuo fosse effettivamente dovuto. Il creditore non ha provato l'incapienza della precedente esecuzione. La Cassazione ha ribadito il divieto assoluto di nuove prove in appello, condannando il creditore alle spese.
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Prova della proprietà: l’atto incompleto fa perdere la causa
I presunti eredi hanno citato in giudizio gli occupanti di un terreno per ottenerne il rilascio, dichiarandosi proprietari del bene per successione. I giudici di merito hanno respinto la domanda a causa dell'inidoneità dell'atto di donazione prodotto in giudizio. Il documento, oltre a indicare un intestatario differente rispetto al defunto, risultava incompleto e privo di due pagine essenziali. Gli eredi hanno impugnato la decisione in Cassazione, lamentando la mancata ricostruzione d'ufficio dell'atto mancante. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. Il collegio ha stabilito che la prova della proprietà grava interamente su chi agisce in giudizio. La presenza di un documento mutilo fin dall'origine non costituisce smarrimento incolpevole del fascicolo, ma evidenzia una negligenza della parte, la quale deve sopportare le conseguenze della mancata dimostrazione del diritto.
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Poteri del CTU: documenti acquisiti e validità della perizia
Un artigiano chiedeva il pagamento per opere edili eseguite in subappalto. L'erede del committente contestava la validità della quantificazione economica, lamentando che l'esperto nominato dal tribunale avesse reperito atti presso il Comune senza un ordine del giudice. La questione riguardava l'estensione dei poteri del CTU e l'ammissibilità dei documenti acquisiti autonomamente. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della perizia. I giudici hanno chiarito che l'esperto d'ufficio può acquisire documenti su fatti secondari per svolgere il proprio compito tecnico, senza violare le preclusioni istruttorie delle parti. Poiché l'esecuzione delle opere risultava già provata dai testimoni, la Cassazione ha respinto il ricorso del committente, confermando l'obbligo di pagare il corrispettivo rideterminato.
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Opposizione a sanzione amministrativa: validi i documenti confusi
Un cittadino ha proposto opposizione a sanzione amministrativa emessa dalla Prefettura per violazione della legge sugli assegni. Il ricorrente contestava l'utilizzabilità dei documenti depositati dall'Amministrazione, poiché allegati in modo disordinato, senza elenco e non numerati, in presunta violazione delle norme processuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che quando l'Amministrazione deposita gli atti su ordine del giudice, l'utilizzabilità dei documenti non è subordinata alle formalità di rito previste per la costituzione in giudizio delle parti. Di conseguenza, il cittadino perde il ricorso ed è tenuto al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Consulenza tecnica d’ufficio: scontro sui limiti del CTU
L'erede di un committente ha impugnato la sentenza d'appello che la condannava a pagare un'impresa edile per lavori di consolidamento. La ricorrente contestava la quantificazione del debito, sostenendo che il consulente tecnico avesse superato i propri poteri acquisendo documenti non prodotti dalle parti per colmare le lacune probatorie del creditore. La sesta sezione civile, rilevando un contrasto giurisprudenziale sui limiti della consulenza tecnica d'ufficio, ha deciso di sospendere il giudizio. La Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino definitivamente sui poteri del consulente e sulle conseguenze della loro violazione.
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