Un'azienda di trasporti ferroviari ha avviato un'azione di regolamento di confini contro i proprietari di un terreno confinante, rivendicando la proprietà di alcune particelle catastali in forza di un decreto prefettizio di occupazione permanente del 1896. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, ritenendo il decreto privo di efficacia espropriativa e non intestato ai danti causa dei resistenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda ferroviaria, stabilendo che le regole di interpretazione dei contratti si applicano anche agli atti amministrativi non normativi. Di conseguenza, la presenza di indennità e riferimenti alla legge sulle espropriazioni qualifica l'atto come espropriativo. Inoltre, l'esproprio è un acquisto a titolo originario valido anche se rivolto all'intestatario catastale non effettivo proprietario. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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