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Art. 823 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 823 Codice Civile

Usucapione: prova del possesso e beni demaniali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a una domanda di usucapione su diversi terreni. I giudici hanno stabilito che la contestazione del Comune circa la natura demaniale dei beni costituisce una mera difesa e non un'eccezione in senso stretto, permettendone il rilievo anche oltre i termini di decadenza. È stato inoltre ribadito che i beni demaniali non sono soggetti a usucapione e che l'onere della prova del possesso utile, distinto dalla semplice detenzione derivante da concessione, spetta interamente al richiedente.
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Demanio: restituzione canoni occupazione senza titolo
La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice ordinario in una controversia riguardante la restituzione di somme versate in eccesso per l'occupazione di un'area del Demanio fluviale. Una società agricola, pur avendo richiesto tempestivamente la concessione, ha dovuto attendere anni a causa dell'inerzia della Pubblica Amministrazione, pagando nel frattempo indennità di occupazione superiori ai canoni di mercato. La sentenza stabilisce che l'indennizzo per l'occupazione senza titolo deve essere parametrato all'effettiva utilità del bene, escludendo il valore dei fabbricati realizzati dal privato se non formalmente acquisiti dallo Stato.
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Contratto preliminare: agibilità e beni demaniali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inadempimento di una società venditrice nell'ambito di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. Il bene oggetto del contratto comprendeva una porzione di terreno demaniale e risultava privo del certificato di agibilità al momento della scadenza pattuita. La Corte ha stabilito che il rifiuto del promissario acquirente di stipulare il contratto definitivo è legittimo quando l'immobile non è idoneo ad assolvere la sua funzione economico-sociale. La sentenza ribadisce inoltre l'inammissibilità di nuove allegazioni fatte valere tardivamente in sede di comparsa conclusionale.
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Invasione di terreni: stop all’occupazione demaniale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione di terreni a carico di un privato che aveva edificato opere su un'area demaniale fluviale. L'imputato sosteneva di aver acquisito la proprietà della porzione di terreno per alluvione ai sensi del codice civile. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che i beni del demanio idrico sono inalienabili e sottratti alla proprietà privata per legge speciale, rendendo l'occupazione arbitraria e penalmente rilevante.
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Usucapione bene demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33509/2023, ha rigettato il ricorso di una cittadina che chiedeva di essere dichiarata proprietaria per usucapione di due terreni adiacenti a un fiume. La Corte ha stabilito che tali terreni, pur non essendo regolarmente inondati, costituiscono una 'pertinenza idraulica' del fiume, ovvero sono destinati alla sua protezione. Questa natura li qualifica come parte del demanio idrico. Di conseguenza, l'usucapione di un bene demaniale è impossibile, in quanto tali beni non sono suscettibili di appropriazione privata.
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Retratto agrario: la prova della proprietà del confinante
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32043/2023, ha rigettato il ricorso contro una decisione che riconosceva il diritto di retratto agrario a dei coltivatori confinanti. La questione centrale era la prova della loro piena proprietà, contestata dagli acquirenti che li ritenevano semplici 'livellari'. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso poiché contestavano l'accertamento dei fatti del giudice di merito, ribadendo che la valutazione delle prove non è sindacabile in sede di legittimità.
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Comproprietà sorgente: la Cassazione fa chiarezza
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato un caso di comproprietà sorgente, chiarendo importanti principi. La controversia riguardava il diritto di comproprietà su una sorgente, un bevaio e uno spiazzo situati su un fondo di proprietà esclusiva. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari del fondo, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stato stabilito che l'oggetto della causa era la proprietà delle opere per l'utilizzo dell'acqua e non l'acqua stessa, rendendo irrilevante la questione della sua natura pubblica. La Corte ha inoltre ribadito di non poter riesaminare i titoli di proprietà in sede di legittimità.
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