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Art. 822 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 822 Codice Civile

TOSAP società in house: la Cassazione nega l’esenzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32403/2024, ha stabilito che una società concessionaria autostradale, anche se a totale partecipazione pubblica e qualificabile come 'in house', è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione di soprassuolo comunale con un viadotto. La Corte ha chiarito che la natura di società in house non la rende assimilabile allo Stato ai fini dell'esenzione fiscale, in quanto essa rimane un soggetto giuridico distinto che realizza un'occupazione di fatto del suolo pubblico.
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Tassabilità TOSAP: anche per le concessionarie
La Corte di Cassazione ha stabilito la tassabilità TOSAP a carico di una società concessionaria autostradale per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. Anche se la società è a partecipazione statale e l'opera è demaniale, l'occupazione che sottrae il suolo all'uso comunale genera l'obbligo tributario, senza che la natura di società 'in house' possa giustificare l'esenzione fiscale.
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TOSAP sovrappasso autostradale: Cassazione conferma
Una società che gestisce concessioni autostradali è stata soggetta a un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) a causa di un sovrappasso autostradale che occupava lo spazio aereo sopra una strada comunale. La Corte di Cassazione ha confermato che il TOSAP sovrappasso autostradale è dovuto, poiché l'occupazione oggettiva dello spazio pubblico è sufficiente a far scattare l'imposta. La Corte ha inoltre specificato che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende alle società concessionarie, anche se a partecipazione pubblica, in quanto sono entità giuridiche distinte che operano come imprese commerciali.
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Esenzione TOSAP: no per società in-house
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale, anche se a totale partecipazione pubblica (in-house), non ha diritto all'esenzione TOSAP per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. La Corte ha chiarito che la società è un soggetto giuridico distinto dallo Stato e che il presupposto per la tassa è l'oggettiva sottrazione di spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla proprietà dell'opera o dalla sua pubblica utilità. Concedere l'esenzione violerebbe inoltre i principi di concorrenza del diritto europeo.
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Contributi consortili: estinzione per rinuncia al ricorso
Un ente pubblico contestava il pagamento di contributi consortili, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto e specifico alle proprie infrastrutture. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, ha aderito a una definizione agevolata dei carichi pendenti e ha rinunciato al ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito della debenza dei contributi consortili, e ha compensato le spese legali.
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Beni demaniali e ICI: la Cassazione rinvia la decisione
Un comune ha emesso un avviso di accertamento per l'ICI su un impianto di depurazione di proprietà di un consorzio industriale. La Commissione Tributaria Regionale aveva concesso l'esenzione, basandosi sulla classificazione catastale dell'immobile. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha riscontrato profili di novità e complessità giuridica riguardo alla natura di tali impianti come possibili beni demaniali e al particolare regime degli enti consortili siciliani. Di conseguenza, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la trattazione della causa a una pubblica udienza per un necessario approfondimento, senza ancora decidere nel merito chi debba pagare l'imposta.
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Concessione demaniale e ICI: la Cassazione decide
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento per l'ICI su un impianto di depurazione gestito da un Consorzio pubblico. La controversia è giunta in Cassazione per definire la natura del bene: se rientra nel demanio pubblico, la soggettività passiva dell'imposta si trasferisce al concessionario. A causa della complessità della normativa regionale siciliana e dell'interesse nomofilattico della questione, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un approfondimento, senza ancora emettere una decisione finale sul merito.
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Soggettività passiva ICI: il caso dei consorzi
La Cassazione esamina la soggettività passiva ICI di un consorzio industriale per un impianto di depurazione. A causa della novità e della complessità della questione, la Corte rinvia il caso a pubblica udienza per approfondire la natura demaniale di tali beni e le relative implicazioni fiscali.
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Demanio idrico e ICI: Cassazione esamina il caso
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione su un caso relativo all'esenzione dall'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) per un impianto di depurazione. La questione centrale, ritenuta nuova e di rilevanza nomofilattica, riguarda la qualificazione giuridica dei beni appartenenti ai consorzi industriali siciliani, enti pubblici non economici, e la loro possibile appartenenza al demanio idrico. La controversia nasce da un avviso di accertamento emesso da un Comune nei confronti di un Consorzio Industriale per il mancato pagamento dell'ICI su diversi immobili, tra cui l'impianto di depurazione. Mentre i giudici di merito avevano riconosciuto l'esenzione, la Cassazione ha ritenuto necessario un approfondimento sul particolare regime giuridico di tali beni prima di emettere una pronuncia definitiva.
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Concessione demaniale ICI: chi paga l’imposta?
Un comune ha emesso un avviso di accertamento ICI nei confronti di un consorzio pubblico per la gestione di impianti di depurazione. Il consorzio si è opposto, sostenendo che gli impianti fossero beni demaniali dati in concessione a un'altra società, la quale sarebbe quindi il soggetto tenuto al pagamento. La Corte di Cassazione, vista la complessità della normativa specifica regionale siciliana e la questione sulla natura demaniale dei beni, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la decisione per approfondire il tema della concessione demaniale ICI in una pubblica udienza.
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Imposta di registro concessioni: pagamento annuale
L'Ente Fiscale richiedeva il pagamento dell'imposta di registro per l'intera durata di una concessione pluriennale per la derivazione d'acqua. Il Consorzio concessionario si opponeva. La Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi, stabilendo che, in caso di canone non fisso ma variabile, l'imposta di registro concessioni può essere pagata annualmente. Ha inoltre negato l'esenzione fiscale al Consorzio, non ritenendolo parte dell'amministrazione statale in senso stretto.
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TOSAP concessionaria autostradale: niente esenzione
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TOSAP, relativa all'occupazione del soprassuolo di strade comunali con viadotti. La società sosteneva di non essere tenuta al pagamento, rivendicando un'esenzione fiscale e argomentando che la proprietà delle aree fosse di fatto trasferita allo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la costruzione di un'opera pubblica in concessione non trasferisce la proprietà del suolo comunale sottostante. Inoltre, ha chiarito che la società concessionaria, agendo come un'impresa privata con scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni previste per gli enti pubblici. Di conseguenza, è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione del suolo pubblico.
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TOSAP Viadotti: No esenzione per le concessionarie
Una società concessionaria autostradale ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP relativa a viadotti che sovrastano strade comunali, sostenendo che lo spazio aereo fosse di proprietà statale e di avere diritto all'esenzione fiscale prevista per lo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'occupazione del soprassuolo comunale è soggetta a tassazione. La Corte ha specificato che la concessionaria, in quanto soggetto economico privato che opera a scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni riservate agli enti pubblici, e che la costruzione dei viadotti non trasferisce automaticamente la proprietà dello spazio aereo sottostante. La TOSAP viadotti è quindi pienamente dovuta.
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TOSAP viadotti autostradali: tassa dovuta
Una società concessionaria autostradale ha contestato un avviso di accertamento per il pagamento della TOSAP, relativo all'occupazione dello spazio aereo sovrastante una via comunale con un proprio viadotto. La società sosteneva l'insussistenza del presupposto impositivo e, in subordine, il proprio diritto all'esenzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa sui viadotti autostradali è pienamente dovuta. La Corte ha chiarito che l'occupazione dello spazio aereo costituisce una sottrazione di bene pubblico tassabile e che l'esenzione prevista per gli enti pubblici non si applica alle società private concessionarie, le quali agiscono come imprese commerciali a scopo di lucro.
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TOSAP cavalcavia autostradale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 798/2025, ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento della TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per l'occupazione del soprassuolo di una strada comunale tramite un cavalcavia autostradale. La Corte ha chiarito che l'occupazione è fiscalmente rilevante anche se l'opera serve un pubblico interesse e che il soggetto passivo del tributo è la società concessionaria, in quanto entità privata che gestisce l'infrastruttura, e non lo Stato. La decisione si fonda sulla distinzione tra la proprietà dell'opera (statale) e quella dello spazio occupato (comunale), affermando che l'utilizzo di quest'ultimo da parte di un soggetto privato giustifica l'imposizione fiscale.
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TOSAP Viadotti: sì alla tassa per la concessionaria
Una concessionaria autostradale costruiva un viadotto sopra una strada comunale, occupandone lo spazio aereo. L'ente impositore locale richiedeva il pagamento della TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche), ma la società si opponeva sostenendo che l'area fosse di pertinenza statale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la costruzione del viadotto non trasferisce la proprietà della strada sottostante, che rimane del Comune. Di conseguenza, la concessionaria, agendo come un'impresa privata, è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione del soprassuolo pubblico.
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TOSAP cavalcavia autostradale: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade è tenuta al pagamento della Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) per i cavalcavia che sovrastano strade comunali. La sentenza chiarisce che la natura di concessionario privato, che opera a scopo di lucro, non permette di beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. L'obbligo di pagare la TOSAP per il cavalcavia autostradale sorge dal fatto oggettivo dell'occupazione del suolo pubblico comunale, anche in assenza di un atto di concessione specifico da parte del Comune, poiché la proprietà del terreno non viene trasferita allo Stato senza un formale decreto di esproprio.
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TOSAP cavalcavia: Cassazione conferma il pagamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade deve pagare la TOSAP per l'occupazione del soprassuolo di strade comunali con i propri cavalcavia. La Corte ha chiarito che la pianificazione statale della rete autostradale non comporta un automatico trasferimento di proprietà delle aree dal Comune allo Stato, essendo necessario un formale decreto di esproprio. Inoltre, la società concessionaria, agendo per un proprio fine di lucro, non può essere considerata una 'longa manus' dello Stato e non ha quindi diritto all'esenzione fiscale prevista per le occupazioni statali. Di conseguenza, il ricorso della società è stato respinto e confermato l'obbligo di versare la TOSAP per cavalcavia.
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TOSAP Viadotti: paga il concessionario autostradale
Una società concessionaria di autostrade sosteneva di non dover pagare la TOSAP per un viadotto che sovrastava una strada comunale, affermando che lo spazio aereo fosse di proprietà statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che l'occupazione dello spazio aereo comunale costituisce il presupposto per la TOSAP sui viadotti e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario, in quanto soggetto privato che agisce per profitto.
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TOSAP Viadotti Autostradali: quando si paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le società concessionarie devono pagare la TOSAP per i viadotti autostradali che sovrastano il suolo pubblico comunale. L'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si applica, poiché la concessionaria agisce in autonomia economica e non come mero esecutore. La Corte ha rigettato l'argomento secondo cui la pianificazione statale della rete escluderebbe la tassa, confermando la piena applicabilità della normativa sui tributi locali per l'occupazione di spazi pubblici.
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