LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 810 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 810 Codice di Procedura Civile

Nullità Lodo Arbitrale: La Diligenza nella Notifica Decide la Causa
Un'azienda creditrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo basato su un lodo arbitrale contro un ente pubblico. L'ente pubblico ha contestato il lodo, sostenendo la sua nullità per un vizio nella nomina dell'arbitro, imputando l'errore di notificazione all'azienda. I giudici di merito hanno accolto la tesi dell'ente, revocando il decreto. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'ente pubblico non è stato sufficientemente diligente nel riattivare la notifica della nomina del proprio arbitro, anche se il fallimento iniziale era dovuto a un errore dell'azienda. La sentenza sottolinea l'importanza della diligenza della parte interessata alla notificazione per evitare la nullità lodo arbitrale. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame.
Continua »
Sostituzione dell’arbitro: forma contro sostanza in Cassazione
Un Ente per l'Edilizia e una Società Appaltatrice si scontrano sulla validità di una decisione arbitrale. La Società contesta la validità del lodo poiché l'Ente ha provveduto alla sostituzione dell'arbitro comunicando il nuovo nominativo solo dopo la costituzione formale del collegio. La Corte d'Appello dichiara nullo il lodo per vizio di notifica. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che la legge non impone di comunicare la sostituzione dell'arbitro prima della costituzione del collegio, né prevede formalità rigide a pena di nullità se non vi è un reale pregiudizio alla difesa. La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Clausola compromissoria: Ente Pubblico perde e paga 40mila €
Un Ente Pubblico ha affidato a un'Impresa la progettazione e la costruzione di una strada. Il contratto conteneva una clausola compromissoria per risolvere le liti tramite arbitrato. Insorta una controversia sulle riserve e sulle sospensioni dei lavori, il collegio arbitrale ha parzialmente accolto le richieste risarcitorie dell'Impresa. L'Ente Pubblico ha impugnato la decisione lamentando l'irregolare nomina degli arbitri e la nullità della clausola. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che i vizi sulla nomina degli arbitri vanno eccepiti subito durante l'arbitrato e che il ricorso deve rispettare il principio di autosufficienza, trascrivendo le clausole contestate.
Continua »
Prescrizione presuntiva: l’arbitro vince e ottiene il compenso
Un arbitro ha richiesto il pagamento del proprio compenso professionale per aver presieduto un collegio arbitrale. Il debitore si è opposto, eccependo la prescrizione presuntiva di tre anni prevista per i professionisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore, stabilendo che la prescrizione presuntiva non si applica ai compensi degli arbitri. Questo perché l'incarico arbitrale e la liquidazione del relativo compenso richiedono formalità scritte e procedure complesse, mentre la presunzione di avvenuto pagamento si applica solo ai rapporti informali che di solito si saldano subito e senza rilascio di quietanza. Di conseguenza, l'arbitro ha diritto a ricevere il proprio compenso anche dopo il decorso dei tre anni.
Continua »
Compenso degli arbitri: l’azienda paga anche se lo nomina il lavoratore
Un arbitro, nominato da un lavoratore per risolvere una controversia disciplinare contro l'azienda tramite arbitrato irrituale, ha richiesto il pagamento del proprio compenso direttamente all'azienda. L'azienda si è opposta, sostenendo che il compenso degli arbitri dovesse essere liquidato dal Presidente del Tribunale o pagato solo dal lavoratore che lo aveva nominato. Il Tribunale ha invece condannato l'azienda al pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che per l'arbitrato irrituale non si applica la procedura speciale di liquidazione del codice di procedura civile. Il compenso degli arbitri costituisce infatti un debito contrattuale derivante da un mandato, per il quale le parti della controversia sono responsabili in solido. L'arbitro ha quindi diritto a richiedere il pagamento tramite un normale processo civile, vincendo la causa contro l'azienda.
Continua »