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Art. 801 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 801 Codice Civile

Tradimento in famiglia e Revoca donazione per ingiuria grave: la Cassazione
Una donna ha chiesto la revoca di donazioni indirette fatte al marito, accusandolo di ingiuria grave. L'uomo aveva una relazione extraconiugale con la cognata, avvenuta nell'azienda di famiglia. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda, riconoscendo l'ingiuria grave non solo per l'adulterio, ma per le sue modalità particolarmente lesive della dignità della moglie, estese all'ambito familiare e lavorativo. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso del marito e ribadendo la validità della revoca donazione per ingiuria grave in contesti di particolare gravità.
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Donazione indiretta: la Cassazione sui contributi familiari
Dei genitori forniscono mobili e pagano spese notarili e IVA per la casa coniugale del figlio. Dopo la separazione, chiedono la restituzione di tutto alla famiglia della nuora, sostenendo si trattasse di prestiti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, qualificando i pagamenti in denaro come una donazione indiretta, giustificata dal legame familiare e dallo spirito di liberalità. Per i mobili, l'obbligo di restituzione grava solo sul figlio, in qualità di comodatario, e non sulla famiglia della moglie.
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Litisconsorzio necessario in polizze vita: il caso
Un erede impugna per dolo la rinuncia alla facoltà di revoca dei beneficiari di una polizza vita stipulata dal defunto. La Corte di Cassazione annulla le precedenti decisioni non entrando nel merito, ma rilevando un vizio procedurale fondamentale: la mancata partecipazione al giudizio della compagnia assicuratrice. Viene affermato il principio del litisconsorzio necessario, che impone di rifare il processo dal primo grado coinvolgendo l'assicuratore.
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Opposizione del debitore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opposizione del debitore a un pignoramento è inammissibile se si fonda sull'affermazione che i beni appartengono a un terzo. In un caso riguardante la cointestazione di prodotti postali tra madre e figlio, la Corte ha annullato la sentenza d'appello, chiarendo che solo il terzo proprietario può agire in giudizio per tutelare i propri diritti. Il debitore, infatti, manca di legittimazione ad agire per difendere un diritto altrui.
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