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Art. 771 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 771 Codice Civile

Dona la corte in comune: la donazione di cosa altrui è nulla
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una donazione avente ad oggetto una corte esterna di pertinenza. Il donante, infatti, non era proprietario esclusivo del terreno, ma solo comproprietario. La Suprema Corte ha stabilito che la donazione di cosa altrui è nulla per la parte di cui il donante non poteva disporre. Ha inoltre respinto la tesi del donatario, che sosteneva di aver acquisito la proprietà per usucapione, a causa della mancanza di prove sufficienti. Di conseguenza, il ricorso del donatario è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese legali.
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Donazione di bene altrui: nulla se l’usucapione non è provata
Un nipote riceve in dono dal nonno alcuni terreni e agisce in giudizio per ottenerne la restituzione da chi li occupa. L'occupante si difende sostenendo la nullità dell'atto. La Corte di Cassazione conferma che la **donazione di bene altrui** è nulla per difetto di causa. Il nonno, infatti, non era il proprietario formale dei terreni e non è riuscito a dimostrare di averli acquisiti per usucapione (possesso ventennale). Di conseguenza, non poteva validamente donarli. Il nipote, privo di un titolo di proprietà valido, perde la causa e l'occupante può legittimamente rimanere sui terreni.
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Cessione del credito: notifica al debitore è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di una notifica formale della cessione del credito, il debitore è liberato dal suo obbligo se paga al creditore originario o ai suoi eredi. Il caso riguardava un acquirente immobiliare incerto su a chi versare il saldo del prezzo dopo la morte della venditrice, data una presunta cessione del credito al procuratore di quest'ultima. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che la semplice conoscenza del rapporto tra venditrice e procuratore non implica la conoscenza della cessione, rendendo inefficace la pretesa del cessionario nei confronti del debitore.
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Presunzione abbandono istanze: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni fideiussori, stabilendo che la mancata riproposizione di richieste istruttorie in sede di precisazione delle conclusioni non ne determina automaticamente l'abbandono. Secondo la Corte, il giudice di merito deve compiere una valutazione complessiva della condotta processuale per accertare l'effettiva volontà della parte. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio perché la corte d'appello aveva applicato la presunzione abbandono istanze in modo troppo rigido, senza considerare l'insistenza dimostrata dai ricorrenti nei loro atti difensivi.
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