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Art. 771 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 771 Codice Civile

Donazione di cosa altrui: tra usucapione e nullità dell’atto
La controversia nasce dall'azione di una proprietaria contro il vicino per il mancato rispetto delle distanze legali e l'innalzamento del terreno con un muro. Il vicino ha chiesto in via riconvenzionale la nullità dell'atto di donazione con cui il padre aveva trasferito il fondo alla figlia, contestando l'assenza di effettiva usucapione in capo al genitore. I giudici di merito hanno dichiarato nulla la donazione ritenendola donazione di cosa altrui basata solo sui dati catastali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei donatari, stabilendo che la richiesta di accertamento dell'usucapione non costituiva domanda nuova in appello trattandosi di diritto autodeterminato. I giudici hanno chiarito che la validità della donazione dipendeva dalla preventiva verifica dell'effettivo possesso ventennale del donante e dalla consapevolezza dell'altruità del cespite.
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Dona la corte in comune: la donazione di cosa altrui è nulla
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una donazione avente ad oggetto una corte esterna di pertinenza. Il donante, infatti, non era proprietario esclusivo del terreno, ma solo comproprietario. La Suprema Corte ha stabilito che la donazione di cosa altrui è nulla per la parte di cui il donante non poteva disporre. Ha inoltre respinto la tesi del donatario, che sosteneva di aver acquisito la proprietà per usucapione, a causa della mancanza di prove sufficienti. Di conseguenza, il ricorso del donatario è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese legali.
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Dona terreno non suo: l’onere della prova spetta a chi rivendica
Un padre dona al figlio un terreno, sostenendo di averlo acquisito per usucapione. Un'azienda, vera proprietaria, fa causa per riavere l'immobile. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sull'onere della prova nella rivendicazione: anche se la richiesta di usucapione viene respinta, non significa che l'azienda vinca automaticamente. Quest'ultima deve comunque fornire la difficile 'probatio diabolica', cioè la prova rigorosa del proprio titolo di proprietà. Il rigetto della domanda di usucapione dell'occupante non alleggerisce il dovere del proprietario di dimostrare il suo diritto. La causa viene quindi rinviata a un nuovo giudice per essere decisa secondo questo principio.
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Donazione di bene altrui: nulla se l’usucapione non è provata
Un nipote riceve in dono dal nonno alcuni terreni e agisce in giudizio per ottenerne la restituzione da chi li occupa. L'occupante si difende sostenendo la nullità dell'atto. La Corte di Cassazione conferma che la **donazione di bene altrui** è nulla per difetto di causa. Il nonno, infatti, non era il proprietario formale dei terreni e non è riuscito a dimostrare di averli acquisiti per usucapione (possesso ventennale). Di conseguenza, non poteva validamente donarli. Il nipote, privo di un titolo di proprietà valido, perde la causa e l'occupante può legittimamente rimanere sui terreni.
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