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Art. 769 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 769 Codice Civile

Donazione indiretta tra coniugi: l’immobile pagato resta diviso
Un marito compra un immobile durante il matrimonio pagando l'intero prezzo con denaro proprio, ma cointesta la proprietà al 50% con la moglie. In sede di crisi coniugale, l'uomo chiede al giudice la restituzione della quota della moglie o del denaro versato per lei. La Corte di Cassazione rigetta le pretese dell'uomo e stabilisce che l'operazione costituisce una donazione indiretta tra coniugi. L'intestazione congiunta nasce dall'intento di gratificare il partner e salvaguardare l'unione familiare. I giudici confermano che la donazione indiretta non richiede l'atto pubblico formale del notaio, ma solo la forma prevista per la compravendita. La moglie mantiene la comproprietà della casa e il marito viene condannato al pagamento delle spese legali.
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Versamenti a fondo perduto da terzi: scatta la tassazione IRES
Una società a responsabilità limitata riceve una somma di denaro sul proprio conto corrente. Il bonifico proviene dal padre dei soci attraverso una società fiduciaria. L'Agenzia delle Entrate qualifica l'importo come sopravvenienza attiva tassabile ai fini IRES. La società sostiene invece che l'accredito costituisca una donazione e rientri tra i versamenti a fondo perduto esenti da imposizione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società. I giudici stabiliscono che l'esenzione fiscale si applica solo alle somme conferite direttamente dai soci e non ai versamenti eseguiti da soggetti terzi. L'operazione costituisce ricavo imponibile.
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Donazione indiretta: nessun rimborso del prezzo pagato
Un uomo ha pagato parte del prezzo per l'acquisto di un immobile intestato alla propria partner durante la loro relazione sentimentale. Terminato il rapporto, l'uomo ha citato in giudizio la donna per ottenere la restituzione del denaro versato, invocando l'ingiustificato arricchimento di lei. La donna ha sostenuto che l'esborso costituisse un regalo spontaneo legato al legame affettivo. I giudici di merito hanno qualificato l'atto come donazione indiretta, respingendo la richiesta di rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che pagare anche solo una quota del prezzo per l'acquisto di una casa altrui configura una valida donazione indiretta, purché sussista il nesso causale tra denaro fornito e acquisto del bene.
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Preliminare di donazione: terreni persi e ricorso nullo
Un cittadino ha citato in giudizio i familiari per ottenere il trasferimento coattivo di alcuni terreni agricoli. La richiesta si fondava su un accordo raggiunto durante una procedura di mediazione. I giudici di merito hanno respinto la domanda di trasferimento. L'impegno a cedere gratuitamente i beni costituiva infatti un nullo preliminare di donazione, insuscettibile di esecuzione forzata. Il cittadino ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa del deposito tardivo oltre i termini di legge. Di conseguenza, il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese di lite e del doppio contributo unificato.
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Simulazione del contratto: finta vendita smascherata senza prove
La Corte di Cassazione ha confermato l'esistenza di una simulazione del contratto di compravendita immobiliare tra un venditore, poi fallito, e il figlio di sua moglie. L'Acquirente non ha fornito la prova dell'effettivo pagamento del prezzo di 265.000 euro. La Corte ha chiarito che la semplice consegna di copie fotostatiche di assegni circolari non dimostra l'effettivo incasso da parte del venditore. Inoltre, la banca non aveva autorizzato l'accollo dei mutui previsto dal contratto. Nelle obbligazioni pecuniarie, il pagamento con assegno circolare estingue il debito solo quando il creditore ottiene la concreta disponibilità del denaro. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato nullo il contratto di vendita poiché nascondeva una donazione priva dei requisiti di legge. Il ricorso dell'Acquirente è stato dichiarato inammissibile, confermando la vittoria della Curatela Fallimentare.
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Donazione di bene usucapito: valida anche senza la sentenza
Una coppia di coniugi ha donato al figlio un immobile, dichiarando nell'atto di averlo acquistato per usucapione, senza però una precedente sentenza del giudice che lo accertasse. I parenti hanno impugnato l'atto chiedendone la nullità. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla la donazione, ritenendola una donazione di cosa altrui. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei donanti, stabilendo che la donazione di bene usucapito è valida anche senza un preventivo accertamento giudiziale dell'usucapione. Se il tempo necessario per usucapire è già decorso al momento dell'atto, il bene è già di proprietà del donante. La causa è stata rinviata per verificare l'effettivo possesso ultraventennale alla data della donazione.
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Donazione indiretta: la delega sul conto non salva la sorella
La controversia nasce dalla successione del padre di due fratelli. Il Fratello contesta alla Sorella alcuni trasferimenti di denaro effettuati dal genitore sul conto di lei, ritenendoli una donazione indiretta da computare nell'asse ereditario. La Sorella si difende sostenendo che il padre, avendo una delega ad operare sul suo conto, non aveva perso la disponibilità delle somme. La Corte d'Appello qualifica i trasferimenti come donazioni in mancanza di altra causa giustificativa. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: la semplice delega sul conto di destinazione non esclude che il denaro sia uscito definitivamente dal patrimonio del donante, confermando l'obbligo di reinserire le somme nell'eredità.
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Negozio misto con donazione: finta vendita e vera eredità
Un uomo ha citato in giudizio la sorella per far accertare che la vendita delle quote della farmacia di famiglia, effettuata dalla madre prima di morire, nascondesse in realtà una donazione. La Corte d'Appello ha accertato che le quote, del valore di quasi due milioni di euro, erano state cedute a meno della metà del loro valore reale. I giudici hanno quindi qualificato l'operazione come un negozio misto con donazione per la parte di valore non pagata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della sorella. La Suprema Corte ha chiarito che per calcolare il valore reale delle quote societarie occorre considerare anche l'avviamento e il valore della licenza commerciale dell'azienda.
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Donazione dissimulata: la tutela della legittima
La controversia riguarda l'accertamento di una donazione dissimulata realizzata attraverso finte compravendite immobiliari tra una zia e un nipote. L'erede legittimaria ha impugnato gli atti sostenendo che nascondessero liberalità volte a svuotare l'asse ereditario. La Corte d'Appello ha confermato la natura simulata dei contratti, rilevando la mancanza di prova del pagamento del prezzo e la nullità di una donazione per difetto di forma. Il giudizio di Cassazione si è concluso con l'estinzione per rinuncia del ricorrente.
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