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Art. 757 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 757 Codice Civile

Imposta di registro divisione: la tassa sui conguagli
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero fiscale operato dall'Agenzia delle Entrate in merito all'imposta di registro divisione applicata a uno scioglimento di comunione ereditaria. Il caso riguardava l'assegnazione di beni immobili il cui valore superava la quota di diritto di uno dei coeredi, con previsione di un conguaglio in denaro. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 34 del TUR, quando a un condividente sono assegnati beni per un valore superiore alla sua quota, l'eccedenza è considerata per legge una vendita. Tale meccanismo configura una presunzione assoluta che prescinde dall'effettivo versamento del conguaglio o dalle intenzioni soggettive delle parti, rendendo applicabile l'aliquota proporzionale propria dei trasferimenti immobiliari anziché quella fissa o ridotta degli atti dichiarativi.
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Imposta di registro: tassazione sentenze di divisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente riguardante l'applicazione dell'**imposta di registro** su una sentenza di divisione ereditaria. La ricorrente contestava l'aliquota proporzionale dell'1%, invocando la misura fissa a causa della pendenza dell'appello e della sospensione dell'esecutività del titolo. La Suprema Corte ha confermato che la divisione senza conguagli ha natura dichiarativa e sconta l'aliquota dell'1%. Inoltre, ha ribadito che l'imposta di registro è un'imposta d'atto: l'obbligo tributario sorge con l'esistenza della sentenza, indipendentemente dal fatto che essa sia definitiva o provvisoriamente sospesa.
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Rimborso fiscale sisma: onere prova della residenza
Una contribuente richiede un rimborso fiscale del 90% dell'IRPEF per gli anni 1990-1992, sostenendo di risiedere in un'area colpita dal sisma. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso. I giudici di merito danno ragione alla contribuente, ma la Corte di Cassazione cassa la sentenza. Il motivo è che la Corte d'Appello ha omesso di verificare un punto cruciale sollevato dall'Agenzia: la prova che la residenza della contribuente fosse effettivamente in uno dei comuni inclusi nell'elenco ufficiale che dava diritto al beneficio. La causa viene rinviata per un nuovo esame su questo specifico presupposto.
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Divisione ereditaria: base imponibile e nuove domande
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20503/2024, chiarisce importanti aspetti fiscali della divisione ereditaria. Il caso riguarda due sorelle che contestavano la base imponibile per l'imposta di registro su una divisione senza conguagli. La Corte ha stabilito l'inammissibilità di una modifica dei motivi di ricorso in corso di causa, confermando che la base imponibile si calcola sul valore della massa divisionale e non sul valore catastale, non trattandosi di un atto traslativo.
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Divisione con conguaglio: quando è vendita per il Fisco
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4884/2024, ha stabilito che una divisione immobiliare con un conguaglio superiore al 5% è sempre tassata come una vendita per la parte eccedente, anche se il conguaglio viene rinunciato con spirito di liberalità (donazione). La Corte ha chiarito che l'art. 34 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (d.P.R. 131/1986) stabilisce una presunzione assoluta, rendendo irrilevante la volontà delle parti ai fini fiscali. La decisione è scaturita dal ricorso di un notaio contro un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate, che aveva tassato come vendita la differenza di valore emersa in un atto di divisione tra coeredi.
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Divisione con conguaglio: quando è vendita per il Fisco
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro, una divisione con conguaglio viene sempre considerata una vendita per la parte eccedente la quota di diritto, anche se il conguaglio è stato oggetto di rinuncia a titolo di donazione. La Corte ha chiarito che l'art. 34 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (T.U.R.) introduce una presunzione assoluta che rende irrilevante la reale volontà delle parti, tassando il trasferimento di ricchezza che di fatto si realizza.
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Divisione con conguaglio: vendita o donazione? Analisi
Un notaio ha impugnato un avviso di liquidazione fiscale relativo a un atto di divisione immobiliare. Nell'atto, una madre rinunciava a un conguaglio di oltre 100.000 euro a favore dei figli, qualificando l'atto come donazione. L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato l'operazione, applicando l'imposta di registro come se si trattasse di una vendita per la parte eccedente la quota di diritto, ai sensi dell'art. 34 del d.P.R. 131/1986. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4858/2024, ha dato ragione all'ente impositore. Ha stabilito che la norma fiscale crea una presunzione assoluta: ogni divisione con conguaglio superiore al 5% è considerata vendita per l'eccedenza, indipendentemente dalla volontà delle parti di effettuare una donazione. La finalità è garantire un trattamento tributario certo e neutrale.
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