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Art. 738 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 738 Codice di Procedura Civile

Irrisorietà della pretesa: la Cassazione chiarisce
Una società farmaceutica ha richiesto un equo indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La richiesta era stata respinta in appello per la presunta irrisorietà della pretesa, dato che il credito era una piccola frazione del patrimonio aziendale. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, affermando che la valutazione dell'irrisorietà della pretesa deve considerare sia il valore oggettivo del credito sia la condizione soggettiva del creditore, e non solo quest'ultima.
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Reclamo competenza: a chi appellare l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione tra il Tribunale e la Corte d'Appello. Oggetto del contendere era la determinazione del giudice competente per il reclamo avverso un decreto che dichiarava inammissibile, in fase preliminare e senza contraddittorio, una proposta di ristrutturazione dei debiti del consumatore. La Suprema Corte, con questa ordinanza, ha stabilito che la competenza spetta al Tribunale in composizione collegiale e non alla Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla distinzione tra il rigetto preliminare, che impedisce l'avvio della procedura, e il diniego di omologa, che interviene dopo il contraddittorio con i creditori, per il quale è invece previsto il reclamo in Corte d'Appello.
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Spazio vitale detenuto: la Cassazione sul calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un carcerato riguardante il calcolo dello spazio vitale detenuto. La sentenza stabilisce che la superficie occupata da arredi facilmente amovibili, come un tavolo, non deve essere sottratta dal calcolo dello spazio disponibile in cella. Inoltre, ha confermato che fattori positivi, come il regime a 'custodia aperta', possono compensare una superficie abitabile ridotta, escludendo la violazione dei diritti umani.
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Potere ufficioso del giudice: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che, nel rito camerale, il giudice ha il dovere di esercitare il proprio potere ufficioso per acquisire prove decisive, come la data di notifica di un decreto. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva rigettato un'opposizione solo perché la parte non aveva fornito la prova della notifica, affermando che il giudice avrebbe dovuto assumere informazioni d'ufficio, dato che si trattava di un elemento cruciale per la decisione.
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Immanenza parte civile: onere prova e durata processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14557/2024, ha stabilito che la parte civile non è tenuta a produrre tutti gli atti di impugnazione per dimostrare la durata irragionevole di un processo penale ai fini dell'equa riparazione. In virtù del principio di immanenza parte civile, la sua presenza è costante nel processo. La durata palesemente eccessiva (circa vent'anni nel caso di specie) può essere desunta anche solo dalle sentenze prodotte, senza che la mancata produzione di altri atti possa precludere il diritto al risarcimento.
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Elezioni ordini professionali: nullità e ricorso
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento delle elezioni di un ordine professionale regionale a causa di gravi irregolarità nella gestione del voto per corrispondenza. Con l'ordinanza n. 9964/2024, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eletti, ribadendo che ogni iscritto all'albo ha il diritto di contestare le operazioni elettorali. È stato sottolineato che la violazione di norme poste a garanzia della trasparenza e genuinità del voto inficia l'intera procedura, rendendo irrilevante la cosiddetta "prova di resistenza".
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