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Art. 737 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Imposta di registro divisione ereditaria: donazioni contano o no?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una decisione che riteneva corretta l'applicazione dell'imposta di registro all'1% su un atto di divisione ereditaria. Il punto centrale della controversia riguarda l'inclusione o meno delle donazioni ricevute in vita dal defunto (soggette a collazione) nella base imponibile per l'Imposta di registro divisione ereditaria. L'Agenzia sosteneva che solo i beni effettivamente lasciati dal defunto dovessero essere considerati. La Corte ha rilevato l'esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti su questa delicata questione e ha deciso di rimettere la causa all'udienza pubblica per una trattazione approfondita.
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Collazione: calcolo imposta registro divisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro sulla divisione ereditaria, la collazione delle donazioni pregresse deve essere inclusa nel calcolo della massa comune. La controversia nasceva da un avviso di liquidazione emesso contro un notaio che aveva escluso il donatum dalla base imponibile, evitando così l'emersione di conguagli tassabili. La Corte chiarisce che l'inclusione del valore dei beni donati è necessaria per determinare l'effettiva quota di diritto di ciascun erede e garantire la neutralità impositiva, evitando che semplici riequilibri patrimoniali vengano erroneamente tassati come compravendite.
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Rinuncia al ricorso tributario: il Fisco cede sulla collazione
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una decisione della Corte di Giustizia Tributaria riguardante la tassazione di un atto di collazione, divisione parziale e prestazione in luogo di adempimento. La controversia verteva sulla corretta determinazione della massa dei beni conferiti. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, l'amministrazione finanziaria ha presentato una formale **Rinuncia al ricorso tributario**, riconoscendo che l'orientamento della Cassazione si era ormai consolidato in senso favorevole al contribuente. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo senza procedere alla condanna alle spese, poiché il cittadino intimato non aveva svolto attività difensiva in questa fase. La decisione sottolinea l'importanza dell'adeguamento dell'amministrazione ai precedenti giurisprudenziali per evitare inutili prosecuzioni del contenzioso.
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