Un cittadino italiano, condannato in Polonia per omicidio e lesioni colpose commessi nel 2001, si opponeva alla richiesta di estradizione. La difesa chiedeva che l'uomo scontasse la pena in Italia, richiamando le norme europee sul reciproco riconoscimento delle sentenze penali per favorire il reinserimento sociale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la fase giudiziaria serve solo a verificare la legalità della richiesta. La decisione di far scontare la pena in Italia spetta esclusivamente al Ministero della Giustizia nella successiva fase amministrativa. Pertanto, l'estradizione del cittadino italiano è stata dichiarata legittima, ma l'interessato potrà ancora chiedere al Ministro di espiare la condanna in territorio italiano.
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