LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 702-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 5

Altri anni per Art. 702-ter Codice di Procedura Civile

Onere della prova compenso avvocato: la Cassazione chiarisce
Un avvocato, ammesso al patrocinio a spese dello Stato, si vede negare il compenso perché non ha provato il mancato pagamento. La Cassazione interviene, chiarendo che l'onere della prova compenso avvocato spetta al debitore. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale che aveva illegittimamente invertito tale onere, sottolineando che il giudice non può presumere il pagamento in assenza di una specifica eccezione della controparte.
Continua »
Pagamento dopo fallimento: inefficace anche se diretto
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito l'inefficacia di un pagamento dopo fallimento eseguito da una stazione appaltante direttamente a un ente previdenziale per saldare i contributi di una società fallita. La Corte ha chiarito che la regola dell'inefficacia dei pagamenti post-fallimento, prevista dall'art. 44 della Legge Fallimentare, si applica anche ai pagamenti 'sostitutivi' effettuati da terzi. Questo principio fondamentale, volto a tutelare la parità di trattamento tra i creditori (par condicio creditorum), prevale su qualsiasi norma speciale che preveda pagamenti diretti, impedendo che un creditore venga soddisfatto al di fuori della procedura concorsuale a danno degli altri.
Continua »
Ricorso inammissibile: le regole per impugnare
Una società finanziaria e un'azienda si sono scontrate in tribunale riguardo la validità di un contratto di mutuo. Dopo due gradi di giudizio, il caso è arrivato in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per questioni di merito, ma per un errore procedurale: la mancata produzione della relata di notifica della sentenza d'appello. Questa decisione sottolinea l'importanza inderogabile delle formalità processuali, la cui omissione comporta la chiusura del caso e la condanna alle spese.
Continua »
Ricorso inammissibile: l’importanza dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della totale assenza dell'esposizione dei fatti sostanziali e processuali. Il caso, originato da un'opposizione in una procedura esecutiva immobiliare, evidenzia come la mancata descrizione del contesto e delle ragioni del contendere impedisca alla Corte di valutare la censura, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »
Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
Un creditore ha agito con un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da un padre debitore alla figlia, sostenendo che l'atto fosse lesivo del suo credito. Dopo che sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del creditore inammissibile. La decisione si fonda su diversi vizi procedurali del ricorso, tra cui l'applicazione del principio della "doppia sentenza conforme" che limita il riesame dei fatti, e la carenza di specificità dei motivi di impugnazione.
Continua »
Ultrattività del rito: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha affermato il principio di ultrattività del rito, stabilendo che la forma dell'impugnazione deve conformarsi al rito processuale effettivamente seguito nel primo grado di giudizio, anche qualora questo sia stato scelto erroneamente dal giudice. Nel caso specifico, un appello proposto con atto di citazione avverso un'ordinanza emessa in un procedimento sommario è stato ritenuto tempestivo, annullando la decisione della Corte d'Appello che lo aveva erroneamente dichiarato tardivo applicando le regole del rito del lavoro.
Continua »
Soccombenza reciproca: costi legali e azione revocatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un importante principio in materia di soccombenza reciproca. Quando un'azione revocatoria viene accolta solo per uno dei diversi atti di disposizione impugnati, si configura una sconfitta parziale per entrambe le parti. Di conseguenza, il giudice non può condannare la parte parzialmente vittoriosa al pagamento integrale delle spese, ma deve valutare la loro compensazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ingiustificatamente ignorato questo principio, definendo la decisione del primo grado una mera 'svista'.
Continua »
Acquisizione sanante: calcolo indennizzo e prescrizione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di acquisizione sanante di un terreno illegittimamente occupato da un Comune. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: primo, il diritto al risarcimento per l'occupazione pregressa si prescrive in cinque anni, decorrenti da ogni singola annualità. Secondo, nel calcolare l'indennizzo per il valore del bene, non si può sottrarre il costo di demolizione dell'opera pubblica abusivamente realizzata, per non penalizzare ingiustamente il proprietario espropriato.
Continua »
Compenso custode giudiziario: la Cassazione decide
Una società di custodia giudiziaria ha richiesto un maggior compenso per i veicoli sequestrati, basandosi su una sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittime le tariffe forfettarie. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il diritto era prescritto. Il mancato ricorso contro il decreto di liquidazione originale entro il termine di 20 giorni ha reso il rapporto giuridico "esaurito", impedendo qualsiasi successiva pretesa, nonostante la declaratoria di incostituzionalità. La parola chiave è: compenso custode giudiziario.
Continua »
Responsabilità P.A.: diretta anche per omissioni
In un caso originato da una tragica alluvione, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sulla responsabilità P.A. L'ordinanza chiarisce che la responsabilità di un Comune per le omissioni del proprio Sindaco (come la mancata evacuazione) è diretta e non indiretta. Questo perché le azioni del Sindaco, in quanto organo dell'ente, si configurano come espressione di un potere istituzionale. Di conseguenza, è ammissibile l'azione di regresso da parte dello Stato, anch'esso condannato in solido, per ripartire l'onere del risarcimento.
Continua »
Responsabilità avvocato: onere prova e limiti Cassazione
Un cliente si opponeva a un decreto ingiuntivo per compensi legali, avanzando una domanda riconvenzionale per responsabilità professionale. Dopo la soccombenza in primo grado, i suoi eredi ricorrevano in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo i rigidi limiti del giudizio di legittimità, che non consente di riesaminare i fatti o di introdurre nuove eccezioni procedurali non sollevate in precedenza. In tema di responsabilità avvocato, la Corte ha implicitamente confermato che spetta al cliente dimostrare la negligenza e il danno subito.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: onere prova
Una cliente contesta la parcella di un avvocato, accusandolo di responsabilità professionale per l'esito negativo di alcune cause e di aver frazionato abusivamente il credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova dell'inadempimento del legale grava sul cliente. Quest'ultimo deve dimostrare in modo specifico la negligenza o l'errore tecnico, non essendo sufficiente il solo risultato sfavorevole del giudizio.
Continua »
Impugnazione compenso CTU: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce che il provvedimento di liquidazione dei compensi al Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) va sempre contestato con lo specifico rimedio dell'opposizione, anche quando il giudice lo inserisce erroneamente all'interno della sentenza che definisce il merito della causa. Viene affermato il principio della prevalenza della sostanza sulla forma, annullando la decisione di un tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'opposizione, ritenendo necessario l'appello. La corretta impugnazione del compenso CTU è dunque sempre l'opposizione ex art. 170 d.P.R. 115/2002.
Continua »
Rappresentanza esclusiva ATI: chi può agire in giudizio?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa facente parte di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI), che aveva agito individualmente contro la stazione appaltante per il pagamento di lavori extra. La Suprema Corte ha confermato il principio della rappresentanza esclusiva ATI in capo all'impresa mandataria (capogruppo), l'unica legittimata ad agire in giudizio nei confronti del committente per questioni relative all'appalto, come stabilito dall'art. 37, comma 16, del D.Lgs. 163/2006.
Continua »
Onere della prova nella ripetizione di indebito: analisi
Un'associazione di farmacie ha citato in giudizio un'autorità sanitaria per la restituzione di trattenute ritenute eccessive. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'errata interpretazione della legge da parte dell'ente, ha respinto la domanda per mancanza di prove adeguate da parte dei richiedenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e ribadendo il principio fondamentale secondo cui, nelle azioni di ripetizione di indebito, l'onere della prova grava interamente su chi agisce in giudizio.
Continua »
Discriminazione per età: la Cassazione interpella la UE
Un candidato e un'organizzazione sindacale hanno contestato il limite di 35 anni per partecipare al concorso per procuratore dello Stato, sostenendo fosse un caso di discriminazione per età. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha sospeso il procedimento e ha sollevato una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per verificare se tale limite di età sia compatibile con la normativa comunitaria che vieta le discriminazioni.
Continua »
Rimborso addizionale energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13742 del 2025, ha stabilito il diritto dei consumatori finali al rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 43/2025) che ha dichiarato l'illegittimità della norma istitutiva di tale imposta per contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il consumatore può quindi agire direttamente contro il fornitore di energia per ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate.
Continua »
Rimborso Accise Energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13740/2025, ha stabilito il diritto del consumatore finale a ottenere il rimborso delle accise sull'energia elettrica non dovute, specificamente l'addizionale provinciale. La decisione si fonda su una recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva del tributo. Di conseguenza, il consumatore può agire direttamente contro il fornitore di energia, anche se il pagamento era stato effettuato a una società di factoring, per la restituzione di quanto pagato senza causa giuridica.
Continua »
Notificazione del ricorso: la Cassazione ordina rinnovo
Una società in liquidazione, ex sostituto d'imposta, viene citata in giudizio dai suoi ex dipendenti per la restituzione di ritenute fiscali indebitamente versate e successivamente rimborsate dall'erario alla società stessa. La società ricorre in Cassazione eccependo, tra l'altro, la prescrizione del diritto. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, rileva d'ufficio alcuni vizi nella notifica dell'atto di appello a diverse parti del processo. Con ordinanza interlocutoria, sospende il giudizio e ordina alla società ricorrente di procedere a una nuova e corretta notificazione del ricorso entro il termine perentorio di sessanta giorni.
Continua »
Risarcimento per trattenimento illegittimo: cosa fare
Un cittadino straniero, il cui trattenimento in un centro di identificazione era stato prorogato senza garantirgli il diritto di essere ascoltato, ha ottenuto in primo e secondo grado il risarcimento del danno. Lo Stato, ricorrendo in Cassazione, ha sostenuto che il cittadino avrebbe dovuto prima impugnare i provvedimenti di proroga e solo dopo chiedere i danni. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza e la novità della questione, ha trasmesso il caso alle Sezioni Unite per decidere se l'esaurimento dei rimedi specifici sia un presupposto indispensabile per l'azione di risarcimento per trattenimento illegittimo.
Continua »