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Art. 698 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 698 Codice di Procedura Penale

Liberazione anticipata negata: il campanello muto costa caro al condannato
Un condannato, in regime di detenzione domiciliare, ha richiesto la liberazione anticipata. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la sua istanza, motivando la decisione con il fatto che il condannato non aveva risposto a un controllo notturno della polizia. Il condannato ha sostenuto che gli agenti avevano suonato al civico sbagliato. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata, ritenendo che la mancata reperibilità costituisca una violazione degli obblighi della detenzione domiciliare, indipendentemente dall'assenza di un procedimento penale per inosservanza. Il ricorso è stato rigettato e il condannato dovrà sostenere le spese processuali.
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Liberazione anticipata: i nuovi reati compromettono il beneficio
Il Tribunale di Sorveglianza ha negato la **liberazione anticipata** a un condannato per un periodo specifico. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Il motivo principale era che il condannato aveva commesso nuovi reati poco dopo il periodo per cui chiedeva il beneficio. La Suprema Corte ha stabilito che le condotte criminali successive, anche se avvenute in libertà, possono dimostrare una mancata rieducazione e giustificare il rifiuto della liberazione anticipata per periodi precedenti. Il ricorso del condannato è stato dichiarato inammissibile.
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Liberazione anticipata negata: il ricorso in Cassazione è inammissibile
Un detenuto ha chiesto la liberazione anticipata, un beneficio che riduce la pena per buona condotta. Il magistrato di sorveglianza e poi il Tribunale di sorveglianza hanno negato la richiesta, basandosi su un illecito disciplinare commesso dal detenuto dopo il periodo per cui chiedeva il beneficio. Il detenuto ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la motivazione della decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché il detenuto ha tentato di rimettere in discussione i fatti anziché evidenziare vizi di diritto. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Liberazione Anticipata: Sanzione Disciplinare Non Basta a Negarla
Un Detenuto ha chiesto la liberazione anticipata per due semestri. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta, basandosi su una sanzione disciplinare per inadempimento lavorativo e inosservanza di ordini. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Ha stabilito che il Tribunale non ha esaminato entrambi i semestri e ha errato nel valutare la 'refrattarietà alle regole' invece della partecipazione del Detenuto all'opera di rieducazione. La sentenza sottolinea che una sanzione disciplinare rileva solo se indica un rifiuto alla risocializzazione. Il caso torna al Tribunale per una nuova valutazione sulla liberazione anticipata.
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