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Art. 672 Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 672 Codice Penale

Custodia di animali pericolosi: cane libero costa caro al padrone
Un cane di razza pitbull, sfuggito al controllo del proprietario, ha aggredito un altro cane per strada. Il padrone del cane aggredito, nel tentativo di separare gli animali, è stato morso alle mani riportando lesioni guaribili in dieci giorni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario del pitbull per lesioni colpose. I giudici hanno ribadito che la custodia di animali pericolosi impone una posizione di garanzia rigorosa. Il proprietario deve adottare ogni cautela concreta per prevenire aggressioni, proporzionata alla taglia e all'indole dell'animale. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e al risarcimento dei danni.
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Custodia di animali: risponde dei danni anche chi non è proprietario
Il Custode di un cane è stato condannato per lesioni colpose dopo che l'animale, legato a un albero vicino a una strada trafficata, si è liberato causando un incidente stradale. L'imputato ha fatto ricorso sostenendo che la proprietaria fosse la figlia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la custodia di animali e la relativa posizione di garanzia non dipendono dalla proprietà formale, ma dalla detenzione di fatto. Chiunque gestisca materialmente un animale ha l'obbligo di custodirlo con le dovute cautele per evitare pericoli. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria.
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Custodia di animali: risponde il conduttore, non il proprietario
Il Giudice di Pace ha condannato un uomo per lesioni colpose dopo che un grosso cane maremmano, privo di guinzaglio e museruola, ha aggredito due passanti e il loro cane. L'imputato si era qualificato come conduttore dell'animale poco prima del fatto, rassicurando le vittime sulla sua mansuetudine, sebbene la proprietaria fosse presente a breve distanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando che la custodia di animali e la relativa posizione di garanzia sorgono da una semplice detenzione anche solo materiale e di fatto. Non è quindi necessaria la proprietà formale dell'animale per rispondere dei danni causati dal suo morso. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Cane festoso fa cadere passante: proprietario condannato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una proprietaria per lesioni colpose da omessa custodia di animali. Il suo cane di razza Labrador, lasciato libero, aveva fatto cadere una passante che lo aveva chiamato, procurandole lesioni. La difesa sosteneva che il comportamento della vittima avesse interrotto il nesso di causa. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che il dovere di custodia del proprietario include la prevenzione di rischi derivanti da interazioni prevedibili, come il richiamo dell'animale. La negligenza della proprietaria nel non controllare il cane è stata ritenuta la vera causa dell'incidente, rendendo irrilevante il gesto della persona danneggiata.
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Lesioni da Rottweiler: Condanna per Omessa Custodia di Animali
Un proprietario di un cane rottweiler, condannato per le lesioni causate dal suo animale a un'altra persona, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. L'uomo contestava l'attendibilità dei testimoni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: la Cassazione non può rivalutare le prove o la credibilità dei testi, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito. La condanna per lesioni colpose da omessa custodia di animali è diventata così definitiva, non perché la Corte abbia riesaminato i fatti, ma perché il ricorso era legalmente infondato nei suoi motivi.
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Lesioni colpose da animali: condannato il proprietario dei cani
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di lesioni colpose da animali a carico del proprietario di tre cani di grossa taglia. Gli animali, lasciati senza adeguato controllo, avevano aggredito il cane di una passante, la quale, nel tentativo di difendere il proprio animale, era stata spinta a terra riportando contusioni e una severa crisi d'ansia. Mentre la condotta relativa al maltrattamento animale è stata riqualificata in illecito amministrativo, la responsabilità penale per le lesioni subite dalla donna è rimasta ferma. La difesa sosteneva l'accidentalità della caduta, ma i giudici hanno ritenuto provato il nesso causale tra l'omessa custodia e l'evento lesivo, dichiarando il ricorso inammissibile.
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Custodia di animali: responsabilità per aggressioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni colpose a carico di un uomo che, in qualità di custode temporaneo di un cane, non ne ha impedito la fuga e la conseguente aggressione ai danni di una passante. La decisione ribadisce che la custodia di animali comporta un obbligo di vigilanza costante. I giudici hanno inoltre stabilito che l'acquisizione di un video dell'evento costituisce una prova documentale legittima e che la specificazione della condotta colposa in sentenza non viola il principio di correlazione con l'accusa originaria.
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Responsabilità proprietario cane: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni colpose a carico di una donna il cui cane, un Akita di grossa taglia, ha morso un passante all'avambraccio. La **responsabilità proprietario cane** è stata ravvisata nell'omessa adozione di cautele adeguate: l'animale era condotto con un guinzaglio troppo lungo e senza museruola, nonostante una pregressa infiammazione all'orecchio lo rendesse particolarmente irritabile. La Suprema Corte ha chiarito che il comportamento della vittima, avvicinatasi all'animale, non interrompe il nesso causale, poiché la custodia deve prevenire anche reazioni istintive innescate da terzi.
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Custodia animale: responsabilità per caduta da cavallo
Un uomo, incaricato di addestrare un cavallo, viene ritenuto civilmente responsabile per la morte di una ragazza caduta dall'animale. Nonostante la prescrizione del reato di omicidio colposo, la Cassazione ha confermato la responsabilità per i danni, fondandola sul principio di custodia animale. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, compito non spettante alla Suprema Corte.
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