La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condomino condannato per vari reati, tra cui il disturbo del riposo delle persone. L'uomo gridava nel cuore della notte, svegliando un vicino che dormiva in una stanza insonorizzata. Quando un altro condomino è intervenuto per chiedere silenzio, l'imputato lo ha aggredito fisicamente con schiaffi e sputi, minacciandolo di morte con un bastone e rivolgendogli insulti razzisti. I giudici hanno confermato la condanna, ribadendo che per la configurabilità del reato non serve la prova del disturbo effettivo di più persone, ma basta l'idoneità dei rumori a disturbare un numero indeterminato di soggetti in un condominio. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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