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Art. 65 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 65 Codice Civile

Ricorso in malafede: condanna dell’amministratore
Una società di costruzioni impugna la dichiarazione di apertura della liquidazione controllata, sostenendo che i debiti fossero inferiori alla soglia di legge. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, evidenziando la sua palese infondatezza. A causa del palese ricorso in malafede, la Corte ha condannato non solo la società, ma anche il suo legale rappresentante, in solido, al pagamento di tutte le spese legali.
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Debito orario giornaliero: no paga extra per il medico
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dirigente medico non ha diritto a un compenso aggiuntivo per le ore lavorate in più al fine di raggiungere il monte ore contrattuale, anche se ciò è stato causato da un erroneo calcolo del debito orario giornaliero da parte dell'Azienda Sanitaria. La retribuzione del dirigente medico è onnicomprensiva e stabilita su base mensile, non oraria. Pertanto, la prestazione è finalizzata al raggiungimento di obiettivi e non al mero computo delle ore. L'azione per ottenere differenze retributive è stata respinta, ma la Corte ha specificato che il medico potrebbe agire per il risarcimento del danno se dimostra un pregiudizio alla salute o al riposo.
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Retribuzione dirigente medico: no a pagamenti extra
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5523/2025, ha stabilito che un dirigente medico non ha diritto a un compenso extra per le ore lavorate in più a causa di un errato calcolo del debito orario da parte dell'Azienda Sanitaria. La Suprema Corte chiarisce che la retribuzione del dirigente medico è onnicomprensiva e non oraria. L'eventuale lavoro eccedente non dà diritto a una maggiore retribuzione, ma può, al più, fondare un'azione di risarcimento del danno alla salute o al riposo, che deve però essere specificamente provato. La Corte ha così cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione al medico, rigettando la sua domanda originaria.
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Compenso ore eccedenti: quando è dovuto al medico?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso ore eccedenti spetta a un dirigente medico anche in presenza di un'autorizzazione "implicita" da parte dell'azienda sanitaria. Il caso riguardava un medico che, unico operante in una struttura, aveva accumulato numerose ore di straordinario per garantire il servizio. L'azienda sanitaria si opponeva al pagamento per mancanza di un'autorizzazione formale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando le decisioni dei giudici di merito e valorizzando la necessità delle prestazioni e la consapevolezza della dirigenza, elementi sufficienti a configurare un'autorizzazione valida.
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Debito postergato: conta per la liquidazione?
Una società ha contestato l'apertura della liquidazione controllata, sostenendo che un debito postergato verso un socio non dovesse essere conteggiato nella soglia minima di indebitamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che un debito è "scaduto" al termine del contratto, anche se la sua postergazione lo rende temporaneamente non esigibile. Pertanto, il debito postergato rientra nel calcolo per l'avvio della procedura, e il ricorso è stato respinto.
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Litisconsorzio necessario e usucapione in condominio
La Corte di Cassazione chiarisce che in una causa per usucapione di un bene condominiale, è indispensabile la partecipazione di tutti i singoli condomini (litisconsorzio necessario). La causa, avviata da un condominio contro una società alberghiera per la proprietà di un cortile, era stata decisa nei primi due gradi di giudizio senza il coinvolgimento di tutti i proprietari. La Suprema Corte ha annullato le sentenze precedenti e rinviato il caso al primo grado per integrare correttamente il contraddittorio, affermando che una decisione che incide sul diritto di proprietà di ciascun condomino sarebbe altrimenti inefficace.
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Valutazione merito creditizio: doveri della banca
Una consumatrice propone un piano di ristrutturazione dei debiti, contestato da un istituto di credito. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della consumatrice, chiarendo che nella valutazione del merito creditizio, la banca non è negligente se si affida alle informazioni fornite dal cliente, senza obbligo di ulteriori verifiche esterne se non ritenute necessarie.
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