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Art. 649 Codice Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 649 Codice Penale

Furto con strappo tra coniugi: scippo alla moglie ma niente pena
Un uomo ha subito un processo per stalking e rapina ai danni della moglie, da cui era separato solo di fatto. I giudici di appello hanno derubricato la rapina in furto con strappo, poiché la violenza ha colpito solo la borsa e non la donna. Tuttavia, i giudici non hanno applicato la causa di non punibilità prevista per i reati patrimoniali tra coniugi non legalmente separati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'uomo, stabilendo che il furto con strappo tra coniugi non è punibile se manca la violenza fisica sulla persona e se non vi è una separazione legale formale. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Omessa comunicazione reddito: quando è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un imputato che aveva omesso di comunicare le variazioni di reddito successive all'ammissione al patrocinio a spese dello Stato. La sentenza chiarisce che tale omessa comunicazione reddito integra il reato previsto dall'art. 95 del D.P.R. 115/2002 e non costituisce solo un illecito amministrativo che porta alla revoca del beneficio. Viene inoltre respinta l'eccezione di violazione del principio del "ne bis in idem", poiché i fatti giudicati in precedenza non erano identici a quelli oggetto del procedimento.
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Recidiva stupefacenti: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per detenzione e spaccio di stupefacenti. La sentenza affronta temi cruciali come la valutazione della prova basata su intercettazioni, i criteri per il riconoscimento della recidiva stupefacenti anche in presenza di precedenti per reati di diversa natura, e l'applicazione del principio del 'ne bis in idem'. La Corte ha confermato la validità delle decisioni dei giudici di merito, sottolineando come la reiterazione di condotte illecite, anche se diverse, possa indicare una maggiore pericolosità sociale del reo.
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Spaccio di droga lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi relativi a condanne per spaccio di droga. La sentenza analizza i criteri per definire lo spaccio di droga di lieve entità, sottolineando come la reiterazione delle condotte e l'esistenza di una rete di clienti possano escludere tale qualificazione. Viene inoltre ribadita l'inammissibilità del ricorso in Cassazione su punti oggetto di rinuncia a seguito di 'patteggiamento in appello' e si precisano i contorni del principio del 'ne bis in idem', escludendone l'applicazione quando i fatti dei due processi non sono storicamente identici. Tutti i ricorsi vengono respinti o dichiarati inammissibili.
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