La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna che chiedeva l'intero indennizzo per l'ingiusta detenzione subita dal fratello defunto. La ricorrente sosteneva di averne diritto quale unica erede universale. La Suprema Corte ha invece chiarito che la riparazione per ingiusta detenzione spettante ai congiunti non si trasmette per successione ereditaria, ma sorge come diritto autonomo (iure proprio) basato sul pregiudizio personale sofferto. In mancanza di prove specifiche sul danno individuale, la ripartizione pro quota basata sulla composizione familiare è legittima.
Continua »