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Art. 644 Codice Penale — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 644 Codice Penale

Eccezioni fideiussione: quando sono inammissibili?
L'appello di un garante contro un istituto di credito è stato respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei tribunali di merito. Le eccezioni fideiussione sollevate dal garante, tra cui la liberazione per concessione di ulteriore credito (art. 1956 c.c.) e l'usura, sono state respinte per errori procedurali, tardività e per essere tentativi di riesaminare i fatti, non consentiti in sede di legittimità.
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Improcedibilità ricorso: sentenza non notificata
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da due debitori avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul mancato deposito, da parte dei ricorrenti, della copia notificata della sentenza impugnata, un onere processuale inderogabile ai sensi dell'art. 369 c.p.c. quando si afferma che la notifica è avvenuta. Questo errore formale ha precluso l'esame nel merito dei motivi di ricorso, confermando la costante giurisprudenza sull'importanza degli adempimenti procedurali.
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Liberazione del fideiussore: la Cassazione chiarisce
Una garante per un finanziamento aziendale si è opposta a un decreto ingiuntivo, invocando tassi usurari e la propria liberazione ai sensi dell'art. 1956 c.c. a seguito dell'accollo del debito da parte di un terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la **liberazione del fideiussore** non opera se il contratto di finanziamento originario prevedeva espressamente tale possibilità di accollo senza un nuovo assenso. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali sulla prova della cessione del credito e sulla presunta motivazione apparente relativa al calcolo del TAEG.
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Onere della prova usura: oneri di allegazione
Una società intenta una causa contro un istituto bancario per un contratto di factoring, lamentando un grave inadempimento e l'applicazione di tassi usurari. Le corti di merito rigettano la domanda, ritenendo le accuse di usura generiche e non provate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che l'onere della prova sull'usura grava sul cliente, il quale deve fornire allegazioni precise e dettagliate. Non è possibile sopperire a tale mancanza richiedendo una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) meramente esplorativa, finalizzata alla ricerca di prove non fornite dalla parte stessa.
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Tasso leasing: calcolo e trasparenza contrattuale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un istituto finanziario, confermando la legittimità del metodo di calcolo del canone di leasing. La Corte ha stabilito che il prezzo di riscatto, sebbene sia un'opzione, è una componente essenziale per determinare il tasso leasing, che rappresenta il costo complessivo dell'operazione e non un mero tasso di interesse. È stata inoltre respinta la richiesta di applicare sanzioni per mancanza di trasparenza, poiché, nonostante una certa opacità, gli elementi per determinare il costo effettivo erano presenti nel contratto.
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Prova dell’usura: quando il ricorso è inammissibile
Un debitore si è opposto a un decreto ingiuntivo, sostenendo che i prestiti ricevuti fossero usurari. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la tesi per mancanza di prove sufficienti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità. Il punto cruciale è stata l'insufficiente prova dell'usura fornita dal ricorrente, che ha portato alla conferma delle decisioni precedenti.
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Nullità del contratto: la Cassazione sul tasso Euribor
Una società ha citato in giudizio un istituto di leasing per la presunta applicazione di interessi usurari su un contratto. Dopo due sentenze sfavorevoli, la società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il motivo relativo all'omessa pronuncia sulla nullità del contratto per la presunta manipolazione del tasso Euribor, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame. Gli altri motivi, riguardanti gli interessi moratori e la mancata indicazione del TAN, sono stati respinti.
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Usura leasing: esclusi IRS e penali dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 690/2025, ha stabilito che ai fini della verifica dell'usura leasing, non è possibile sommare i costi derivanti da un contratto accessorio di Interest Rate Swap (IRS) né la penale per l'estinzione anticipata. La Corte ha ribadito il principio secondo cui non si possono cumulare oneri con funzioni eterogenee, come gli interessi corrispettivi, quelli moratori e le penali per il recesso, poiché si applicano in circostanze diverse e non sovrapponibili. Il ricorso di una società che lamentava l'usurarietà del proprio contratto di lease back è stato quindi respinto.
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Inammissibilità ricorso: motivi non specifici
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia di leasing e presunta usura. La decisione sottolinea come la mancata contestazione specifica delle decisioni dei giudici di merito e la formulazione generica dei motivi rendano il ricorso non accoglibile. Il caso evidenzia l'importanza di una difesa tecnica precisa sin dai primi gradi di giudizio per evitare l'inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Costi mutuo e usura: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la verifica del superamento del tasso soglia antiusura, devono essere considerati tutti i costi del mutuo, ad eccezione di imposte e tasse. La sentenza analizza il caso di una mutuataria che aveva ricevuto una somma inferiore a quella pattuita, a causa di spese trattenute dalla banca. La Corte ha chiarito che la quietanza firmata nel rogito non impedisce di provare l'effettivo importo erogato. Di conseguenza, tutti i costi mutuo e usura devono essere conteggiati nel Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), accogliendo il ricorso della cliente e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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