LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 642 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 642 Codice di Procedura Civile

Decreto Ingiuntivo Provvisorio: Inefficace nel Fallimento?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'Opponibilità decreto ingiuntivo nel fallimento. Una Banca aveva presentato ricorso contro il rigetto della sua opposizione allo stato passivo di un'Azienda Fallita. La Banca chiedeva l'ammissione al passivo con privilegio ipotecario, basandosi su un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. Il Tribunale e poi la Cassazione hanno respinto la richiesta. Hanno stabilito che un decreto ingiuntivo, anche se provvisoriamente esecutivo, non è opponibile al fallimento se non ha ottenuto il visto di esecutorietà definitivo prima della dichiarazione di fallimento. La sentenza ha ribadito che solo il decreto ingiuntivo passato in giudicato è efficace in tali procedure.
Continua »
Decreto Ingiuntivo vs. Fallimento: La Tempistica Decide l’Opponibilità
La Società creditrice ha chiesto di essere ammessa al passivo di un Fallimento con un privilegio ipotecario, ma è stata ammessa solo come creditore chirografario. Il suo credito derivava da un decreto ingiuntivo. Il Tribunale ha confermato che il decreto ingiuntivo non era opponibile al Fallimento perché la sua dichiarazione di esecutività (il momento in cui diventa definitivo) era avvenuta dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha ribadito che un decreto ingiuntivo diventa pienamente efficace e opponibile ai terzi, incluso il Fallimento, solo quando il giudice lo dichiara esecutivo. Se questa dichiarazione avviene dopo l'apertura della procedura fallimentare, il credito basato su quel decreto, e l'eventuale ipoteca, non sono opponibili al Fallimento. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso della Società creditrice, confermando la sua ammissione al passivo in chirografo. Questo chiarisce l'importanza della tempistica nell'Opponibilità decreto ingiuntivo al fallimento.
Continua »
Decreto Ingiuntivo non Opposto ma Invalido: Creditore Escluso
Una società creditrice ha tentato di far ammettere un proprio credito nello stato passivo di un'azienda fallita. La prova del credito era un decreto ingiuntivo non opposto dal debitore prima del fallimento. Tuttavia, il decreto non aveva ottenuto la dichiarazione di esecutorietà da parte del giudice. La Corte di Cassazione ha stabilito l'inopponibilità del decreto ingiuntivo alla procedura fallimentare. Il principio sancito è chiaro: un decreto ingiuntivo, anche se non opposto, diventa definitivo e valido contro tutti i creditori solo dopo il provvedimento di esecutorietà del giudice. Senza questo passaggio, avvenuto prima della dichiarazione di fallimento, il credito non può essere ammesso. La società creditrice ha quindi perso la causa.
Continua »
Termini processuali: la nullità va eccepita subito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30011/2023, ha stabilito che la mancata concessione dei termini processuali ex art. 183 c.p.c. costituisce una nullità sanabile. Pertanto, deve essere eccepita dalla parte interessata nella sua prima difesa utile. In caso contrario, il vizio si sana e non può essere fatto valere successivamente. Il caso riguardava un'opposizione a decreto ingiuntivo per debiti bancari, ritenuta dilatoria e sanzionata per lite temeraria. La Corte ha sottolineato che il mancato rispetto dei termini processuali non può essere usato come strategia per ritardare il giudizio.
Continua »
Decreto ingiuntivo fallimento: l’ordinanza della Corte
La Corte di Cassazione chiarisce l'inefficacia del decreto ingiuntivo fallimento. Se il debitore fallisce mentre è pendente un'opposizione al decreto, quest'ultimo diventa inopponibile alla massa dei creditori, così come l'ipoteca giudiziale su di esso fondata. L'ordinanza sottolinea che la mancata riassunzione del giudizio da parte del curatore non sana questa inefficacia, confermando un principio consolidato a tutela della par condicio creditorum.
Continua »
Scientia decoctionis: prova e oneri del creditore
Una società creditrice ha ricevuto pagamenti da un'altra società, poi fallita. Il curatore ha agito in revocatoria, sostenendo la conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La creditrice ha contestato la validità della notifica dell'atto di citazione (ricevuta via PEC con file .p7m) e la mancanza di prove. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il destinatario di una PEC deve essere in grado di aprire i formati legali come il .p7m e che la scientia decoctionis si può provare con indizi quali solleciti, piani di rientro falliti e le stesse dichiarazioni del creditore in precedenti atti giudiziari.
Continua »
Prescrizione azione cartolare: la data di emissione
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare a causa della prescrizione dell'azione cartolare. La Cassazione conferma la decisione, valorizzando la prova della data di emissione effettiva degli assegni, diversa da quella apparente, che ha reso tardive le azioni del creditore. Il rigetto dell'appello si fonda sull'insindacabilità delle valutazioni di fatto del giudice di merito.
Continua »
Decreto ingiuntivo fallimento: ipoteca non opponibile
La Corte di Cassazione chiarisce l'inefficacia dell'ipoteca iscritta sulla base di un decreto ingiuntivo non ancora munito di esecutività definitiva al momento della dichiarazione di fallimento. L'ordinanza analizza il principio di opponibilità degli atti alla procedura fallimentare e la necessità che il decreto ingiuntivo nel fallimento abbia acquisito efficacia di giudicato per poter fondare una prelazione. La Corte accoglie inoltre il motivo sulla prova della data certa delle fatture, ritenendo illogica la decisione del giudice di merito che l'aveva riconosciuta solo per una parte dei documenti.
Continua »
Opponibilità decreto ingiuntivo: la Cassazione decide
Un istituto di credito ha agito per far valere un'ipoteca nel fallimento di una società terza acquirente di un immobile. L'ipoteca era basata su un decreto ingiuntivo emesso contro il debitore originario. Il tribunale di merito aveva respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo l'opponibilità del decreto ingiuntivo poiché questo era divenuto definitivo, a seguito di estinzione del giudizio di opposizione, prima della dichiarazione di fallimento del terzo acquirente.
Continua »
Ricorso per cassazione ordinanza: quando è inammissibile
Un consorzio edile ha proposto ricorso contro un'ordinanza che sospendeva l'esecuzione provvisoria di un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione ordinanza inammissibile, poiché il provvedimento impugnato era di natura provvisoria, privo dei caratteri di decisorietà e definitività. Le parti ricorrenti sono state condannate per abuso processuale.
Continua »
Decreto ingiuntivo opponibilità fallimento: la guida
La Cassazione ha chiarito che il decreto ingiuntivo non opposto è opponibile al fallimento solo se il decreto di esecutorietà ex art. 647 c.p.c. è emesso prima della dichiarazione di fallimento. La data della richiesta di esecutorietà è irrilevante. Il ricorso di una banca è stato dichiarato inammissibile, confermando la necessità di un provvedimento giudiziale anteriore al fallimento per la formazione del giudicato.
Continua »
Specificità dei motivi di ricorso: la Cassazione
Un istituto di credito ricorre in Cassazione dopo che la sua richiesta di pagamento contro alcuni garanti è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di specificità dei motivi di ricorso. I motivi erano formulati in modo generico e contraddittorio, criticando la valutazione dei fatti del giudice di merito sotto la veste di violazioni di legge, senza rispettare i requisiti formali richiesti.
Continua »
Decreto ingiuntivo fallimento: l’inefficacia
La Corte di Cassazione conferma che, in caso di decreto ingiuntivo fallimento, il provvedimento monitorio non munito del decreto di esecutorietà definitiva (ex art. 647 c.p.c.) prima della dichiarazione di fallimento è inopponibile alla massa dei creditori. Di conseguenza, anche l'ipoteca giudiziale iscritta sulla base di tale decreto provvisorio è inefficace. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato a tutela della par condicio creditorum.
Continua »
Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia di decreto ingiuntivo fallimento. Un decreto ingiuntivo, anche se non opposto dal debitore, non è opponibile alla massa dei creditori se non è stato dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. prima della dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, anche l'ipoteca iscritta sulla base di tale decreto è inefficace, e il credito può essere ammesso al passivo solo in via chirografaria.
Continua »