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Art. 639 Codice Penale — Anno 2022

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Altri anni per Art. 639 Codice Penale

Particolare tenuità del fatto: negata a chi imbratta la Polizia
Un cittadino è stato condannato per aver imbrattato una vettura della Polizia con una scritta offensiva verso l'istituzione. L'autore del fatto ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che il gesto non può considerarsi di lieve entità, sia per la gravità intrinseca dello sfregio all'autorità, sia per la condotta abituale del soggetto, già gravato da precedenti penali per interruzione di pubblico servizio, resistenza e lesioni. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto negata tra minacce e imbrattamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per i reati di imbrattamento e minaccia aggravata. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti e il diniego della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse difese dell'appello, né richiedere una nuova valutazione delle prove. Inoltre, la particolare tenuità del fatto è stata legittimamente esclusa a causa dell'elevata conflittualità della vicenda, dei precedenti penali del soggetto e del legame inscindibile tra i due reati commessi. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità de plano: quando la fretta cancella la difesa
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione l'applicazione della continuazione per due condanne penali. Il Giudice ha rigettato la richiesta dichiarandola inammissibile con una decisione presa direttamente in ufficio, ossia con un provvedimento di inammissibilità de plano, senza fissare l'udienza e senza sentire la difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, stabilendo che il rigetto immediato senza contraddittorio è legittimo solo per evidenti difetti formali della domanda. Se il giudice deve valutare il merito della richiesta, ha l'obbligo di convocare l'udienza in camera di consiglio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione e ha ordinato un nuovo giudizio nel rispetto delle garanzie difensive.
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Danneggiamento di autovettura: rigare l’auto costa la condanna
Un militare è stato condannato per il danneggiamento di autovettura di due colleghi, avendone rigato le carrozzerie con una chiave dopo aver ricevuto una nota disciplinare. Il colpevole ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo di riqualificare il fatto come semplice imbrattamento o di trasferire il caso al Tribunale Militare. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che lo sfregio profondo della carrozzeria con una chiave configura il reato di danneggiamento di autovettura e non quello di imbrattamento. Questo perché l'incisione elimina la protezione antiruggine e richiede un vero intervento di riparazione, non una semplice pulitura. Di conseguenza, la condanna penale e l'obbligo di risarcire i danni ai colleghi sono stati confermati in via definitiva.
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