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Art. 639-bis Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 639-bis Codice Penale

Prescrizione del Reato: Occupazione Abusiva, Condanna Annullata
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore condannato per occupazione abusiva di un immobile. Il Lavoratore ha contestato la condanna, sostenendo l'intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha riconosciuto che il termine di sei anni per la prescrizione del reato era scaduto. Questo è avvenuto tra la data della sentenza di primo grado (4 marzo 2013) e il decreto di citazione per il giudizio di appello (26 luglio 2019). Nonostante la contestata recidiva, il termine massimo di prescrizione non era stato superato. La Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata senza rinvio, dichiarando il reato estinto per intervenuta prescrizione del reato.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: la Cassazione si corregge
Il Condannato ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro una sentenza della Corte di Cassazione che aveva confermato la sua condanna per invasione di terreni. Il ricorrente ha evidenziato un errore materiale nel calcolo della prescrizione: il termine ordinario di sei anni era interamente decorso tra la sentenza di primo grado e il decreto di citazione in appello. La precedente sezione della Cassazione aveva erroneamente applicato l'aumento per la recidiva, ignorando che nessun atto interruttivo era intervenuto prima dello spirare del termine ordinario. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ha revocato la sentenza impugnata e ha fissato una nuova udienza per la discussione del merito.
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Invasione di edifici: legittimo l’ingresso, escluso il reato
L'Assegnatario di un alloggio popolare, entrato legittimamente nell'immobile nel 1998, subisce la revoca dell'assegnazione nel 2015 ma si rifiuta di rilasciare l'appartamento. Il Tribunale dispone il sequestro preventivo ipotizzando il reato di invasione di edifici. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'occupante e annulla il sequestro senza rinvio. I giudici chiariscono che il reato di invasione di edifici punisce solo l'introduzione abusiva dall'esterno e non la semplice permanenza nell'immobile dopo la scadenza o la revoca del titolo. La condotta costituisce un illecito civile o amministrativo, ma non ha rilevanza penale.
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Sequestro preventivo: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area costiera adibita a campeggio, respingendo il ricorso dei gestori che rivendicavano la proprietà privata del terreno. Gli imputati, accusati di occupazione abusiva di suolo demaniale e violazioni ambientali, contestavano la natura pubblica dell'area. La Suprema Corte ha stabilito che le questioni relative alla proprietà e all'epoca di costruzione delle opere sono valutazioni di merito che non possono essere affrontate in sede di legittimità, ma devono essere risolte durante il dibattimento penale.
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Sequestro preventivo: stop all’occupazione demaniale
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area di oltre 30.000 mq occupata da una struttura turistica. I ricorrenti, eredi della precedente gestione, contestavano la misura sostenendo l'insussistenza del reato e la mancanza di attualità del pericolo. La Corte ha stabilito che l'occupazione di suolo demaniale senza titoli validi giustifica il vincolo reale, poiché la libera disponibilità dei manufatti abusivi determina un costante aggravamento del carico urbanistico, indipendentemente dalla risalenza nel tempo delle opere.
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Occupazione abusiva: no reato se c’è subentro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro per occupazione abusiva immobile. Il caso riguardava persone subentrate in un alloggio popolare a seguito di uno scambio autorizzato dal Comune. La Corte ha stabilito che non si configura il reato di invasione di edifici (art. 633 c.p.) se non c'è un'introduzione arbitraria 'dall'esterno', ma un semplice subentro con il consenso del precedente assegnatario, anche se la procedura potesse avere vizi amministrativi.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un caso di sequestro preventivo per occupazione abusiva di un immobile giunge in Cassazione. Tuttavia, la Corte dichiara l'inammissibilità del gravame a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte, condannandola alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione patteggiamento: no alla prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7027/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha stabilito che, a seguito di un patteggiamento, l'imputato non può più sollevare la questione della prescrizione del reato, poiché questa non rientra tra i motivi tassativi di impugnazione previsti dall'art. 448, comma 2-bis del codice di procedura penale. Inoltre, ha ribadito che un'errata valutazione giuridica non costituisce un "errore di fatto" che giustifichi un ricorso straordinario.
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Associazione mafiosa: quando si partecipa al clan?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'imputata contro una misura cautelare per partecipazione ad un'associazione mafiosa a conduzione familiare. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la valutazione del Tribunale del Riesame sui gravi indizi di colpevolezza. La Corte ha ritenuto che il ruolo di collegamento con il padre detenuto e la gestione degli interessi economici del clan fossero elementi sufficienti a configurare la partecipazione al sodalizio criminale, anche in assenza di condotte violente dirette.
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Associazione mafiosa: Cassazione conferma la detenzione
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di essere il "reggente" di un'associazione mafiosa dedita al controllo della pesca e del traffico di stupefacenti. La Corte ha rigettato il ricorso della difesa, che lamentava una motivazione carente e basata su prove datate. Secondo la Suprema Corte, le numerose intercettazioni provano in modo inequivocabile l'attualità del controllo mafioso del territorio e la pericolosità del soggetto, giustificando pienamente la detenzione.
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