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Art. 633 Codice Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Occupazione abusiva demanio: proroghe automatiche non valide
L'Imprenditrice, titolare di uno stabilimento balneare, è stata indagata per occupazione abusiva demanio marittimo. Aveva richiesto il dissequestro dell'area, ma il Tribunale del Riesame aveva respinto l'appello. La Corte di Cassazione, in un precedente giudizio, aveva annullato la decisione e rinviato il caso. Nel nuovo esame, il Tribunale ha nuovamente negato il dissequestro. La Suprema Corte ha ribadito che le proroghe automatiche delle concessioni demaniali non sono conformi al diritto europeo (Direttiva Bolkenstein). Senza un titolo valido, l'occupazione è abusiva e la buona fede dell'Imprenditrice non è stata riconosciuta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando il sequestro dell'area.
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Condanna confermata ma con non menzione della condanna da rivedere
Due imputati subiscono una condanna per invasione di edificio pubblico e furto aggravato di energia elettrica. Il giudice di primo grado riconosce le attenuanti generiche e concede la sospensione condizionale della pena. I difensori presentano appello chiedendo formalmente il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale, facendo leva sulle disagiate condizioni economiche e sulla modesta gravità del reato. La Corte di Appello conferma la condanna ma omette qualsiasi valutazione su questa specifica richiesta difensiva. Gli imputati ricorrono per Cassazione lamentando l'omessa pronuncia. I giudici supremi accolgono il ricorso limitatamente al beneficio richiesto e rinviano gli atti a un'altra sezione per la decisione sul punto, mentre rendono definitiva l'affermazione di responsabilità penale.
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Tentato furto in abitazione: casa vuota ma arredata resta dimora
Una donna e il figlio sono entrati con arnesi da scasso in una casa temporaneamente disabitata ma ammobiliata, asportando un orologio e un posacenere d'argento. I due hanno tentato di giustificare l'intrusione affermando di voler occupare l'immobile per problemi economici, invocando la fattispecie di invasione di terreni o violazione di domicilio. I giudici hanno invece confermato l'imputazione per tentato furto in abitazione e le misure cautelari dell'obbligo di dimora notturno e di presentazione alla polizia giudiziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna. La Suprema Corte ha ribadito che un immobile ammobiliato mantiene la natura di privata dimora anche se momentaneamente non abitato, sanzionando la ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Aggravamento della misura cautelare: dal permesso al carcere
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari ottiene il permesso di uscire in determinate fasce orarie per raccogliere rottami ferrosi. Le forze dell'ordine lo sorprendono invece a eseguire lavori edili non autorizzati in un'area pubblica, contestandogli l'invasione di terreni e il falso per una fornitura elettrica. I giudici di merito dispongono l'aggravamento della misura cautelare con il ripristino della custodia in carcere per la violazione delle prescrizioni. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'indagato: la valutazione sulla gravità della trasgressione e sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari spetta unicamente al giudice di merito, la cui decisione risulta motivata in modo logico e coerente.
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Omicidio colposo: custodia di cani e responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo a carico di un allevatore, i cui cani da guardia, lasciati incustoditi, hanno causato la morte di una donna. La sentenza stabilisce che la gravità del fatto e l'elevata negligenza giustificano il diniego delle attenuanti generiche. Viene inoltre respinto il ricorso della madre, co-imputata per invasione di terreni, ritenendo provato il suo potere di fatto sull'immobile.
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Legittimazione a impugnare: il terzo proprietario
La Corte di Cassazione chiarisce la legittimazione a impugnare del terzo proprietario di un bene sottoposto a sequestro preventivo. Con la sentenza n. 39820/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso della società proprietaria di un'aviosuperficie, poiché non ha dimostrato un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene. La mera titolarità giuridica non è sufficiente se non si prova che, in caso di revoca del sequestro, la disponibilità effettiva del bene tornerebbe al proprietario e non all'indagato che lo gestiva al momento del vincolo.
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Confisca allargata: veicoli restituiti? Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che aveva disposto la restituzione di un'auto e una moto a due persone condannate per reati di droga. La Corte ha chiarito che il giudice di merito ha errato nel non applicare la 'confisca allargata', una misura obbligatoria che prescinde dal collegamento diretto del bene con il reato. Tale misura si basa sulla sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, quando non ne sia giustificata la provenienza lecita. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Costituzione di parte civile: vale come querela?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di acqua ed energia, occupazione di terreno e creazione di discarica abusiva. Il punto centrale della sentenza riguarda la procedibilità dei reati di furto. La Corte ha stabilito che la costituzione di parte civile della persona offesa equivale a una querela, manifestando in modo inequivocabile la volontà di perseguire penalmente l'autore del reato. Di conseguenza, il motivo di ricorso basato sulla presunta mancanza della condizione di procedibilità è stato rigettato come infondato.
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