La Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta a un imputato per violenza sessuale, tentata prostituzione minorile e sfruttamento della prostituzione. L'uomo contestava il calcolo della pena nel reato continuato, lamentando una violazione delle regole sul bilanciamento tra circostanze aggravanti e attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice deve individuare il reato più grave analizzando separatamente ogni singolo addebito con le relative circostanze. Nel caso esaminato, l'attenuante della minore gravità della violenza sessuale equivaleva all'aggravante contestata, lasciando intatta la gravità oggettiva dello sfruttamento della prostituzione, privo per legge di attenuanti analoghe.
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