La Corte d'appello confermava la condanna nei confronti de L'Imputato per estorsione consumata commessa nel 2013, ritenendo il reato ancora perseguibile al momento della pronuncia. I giudici territoriali quantificavano la sospensione della prescrizione per impedimento professionale del legale difensore nell'intera durata del rinvio d'udienza, pari a 74 giorni. L'Imputato proponeva ricorso per cassazione, contestando l'errore di calcolo temporale e deducendo che la legge impone un tetto massimo di 60 giorni alla sospensione per concomitante impegno del difensore. Riconoscendo tale limite normativo vincolante, la Suprema Corte accertava che il termine massimo di prescrizione risultava maturato sei giorni prima della decisione d'appello. I giudici di legittimità hanno dunque accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza impugnata per avvenuta estinzione del reato per prescrizione.
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