Due soggetti hanno occupato abusivamente l'appartamento di un legittimo assegnatario. Gli occupanti hanno intimorito la vittima con costanti minacce, impedendole di rivolgersi alle autorità competenti. La persona offesa, esasperata dalle violenze psicologiche, ha rinunciato all'assegnazione della casa e ha perso la disponibilità di tutti i beni presenti nei locali. I giudici di merito hanno condannato i responsabili per i reati di violazione di domicilio ed estorsione aggravata. I condannati hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo l'assenza di un profitto ingiusto. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato la condanna penale, ribadendo che l'imposizione di una occupazione illegittima e l'appropriazione dell'immobile integrano pienamente l'estorsione aggravata.
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