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Art. 618 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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Altri anni per Art. 618 Codice di Procedura Penale

Contestazione suppletiva e querela: il PM può agire
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può legittimamente effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo la scadenza del termine per presentare querela. La sentenza annulla una decisione di improcedibilità per furto di energia elettrica, affermando che la modifica dell'imputazione ripristina la condizione per procedere. La Corte distingue nettamente questa situazione dalla prescrizione, che invece estingue il reato in via definitiva.
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Contestazione suppletiva: il PM può salvare il processo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21003/2025, ha stabilito che il pubblico ministero può legittimamente effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante per rendere un reato procedibile d'ufficio, anche se è già scaduto il termine per la presentazione della querela a seguito della Riforma Cartabia. Il caso riguardava un furto di energia elettrica, divenuto procedibile a querela. La Corte ha ritenuto che il potere di modifica dell'imputazione prevale sulla 'virtuale' improcedibilità, garantendo la parità tra accusa e difesa e l'obbligatorietà dell'azione penale.
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Prova Nuova e Confisca: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso riguardante la richiesta di revoca di una confisca di prevenzione da parte degli eredi, la Corte di Cassazione ha riscontrato un profondo contrasto giurisprudenziale sulla nozione di "prova nuova". La questione verte sulla possibilità di considerare "nuove" anche prove preesistenti ma non prodotte nel procedimento originario. Data l'incertezza, la V Sezione Penale ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo, che chiarisca i requisiti per rimettere in discussione una misura patrimoniale divenuta irrevocabile.
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Concorso associazione mafiosa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto in custodia cautelare per associazione mafiosa e narcotraffico. La sentenza chiarisce il concorso tra associazione mafiosa e quella dedita al traffico di stupefacenti, affermando che i due reati possono coesistere se le organizzazioni sono strutturalmente autonome. Vengono inoltre convalidate le intercettazioni tramite captatore informatico e confermata la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per i reati di mafia.
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