L'Imputato, nominato custode dei beni di un'azienda fallita, risponde del reato di Peculato del custode fallimentare per essersi appropriato di diversi motocicli compresi nell'inventario della procedura e mai restituiti al curatore. La difesa ha sostenuto la mancanza di un'investitura formale e la presenza di irregolarità nelle notifiche, chiedendo di derubricare il fatto in reati fallimentari minori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'assunzione anche solo di fatto del ruolo di custode conferisce la qualifica di pubblico ufficiale. Inoltre, la richiesta di giudizio abbreviato sana i vizi di notifica dell'avviso di conclusione indagini. L'imputato subisce la condanna definitiva ad un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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