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Art. 609 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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Altri anni per Art. 609 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo, respingendo i ricorsi di due amministratori di società. La sentenza chiarisce i criteri per determinare la competenza territoriale in caso di reati connessi e ribadisce che il 'periculum in mora' può essere desunto da elementi oggettivi (l'entità del profitto) e soggettivi (condotte che suggeriscono un rischio di dispersione dei beni). La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso in quanto non precedentemente sollevato, applicando il principio del divieto di 'novum' anche alle impugnazioni cautelari reali.
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Prescrizione reato: quando il ricorso la sblocca
Un soggetto, condannato in appello per detenzione di stupefacenti, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, prima di esaminare il merito, verifica la decorrenza della prescrizione reato. Stabilisce che, essendo maturata la prescrizione, è necessario valutare l'ammissibilità del ricorso. Poiché uno dei motivi, relativo all'omessa motivazione sulla particolare tenuità del fatto, non è manifestamente infondato, il ricorso è valido. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sui conti?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. Il sequestro, disposto su conti correnti intestati a una ditta individuale formalmente di un terzo ma gestita di fatto dall'indagato, è stato ritenuto legittimo. La Corte ha ribadito che il denaro è un bene fungibile, quindi anche le somme affluite dopo il reato possono essere oggetto di confisca diretta o per equivalente, confermando la validità del provvedimento cautelare.
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Dichiarazione infedele: Cassazione su costi inesistenti
Un imprenditore è stato condannato per dichiarazione infedele per aver inserito costi inesistenti per oltre 2 milioni di euro, evadendo più di 500.000 euro tra IRES e IVA. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che tale condotta era reato anche prima della riforma del 2015 e che l'enorme entità della frode dimostra il dolo.
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Omissione di soccorso: la responsabilità dell’equipaggio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omissione di soccorso a carico dell'intero equipaggio di un motopeschereccio che non aveva prestato assistenza a un'imbarcazione carica di migranti, naufragata poco dopo. La Corte ha ritenuto inammissibili i ricorsi, stabilendo che la responsabilità penale si estende a tutti i membri dell'equipaggio consapevoli della situazione di pericolo e della decisione del comandante di non intervenire, configurando un concorso nel reato. L'omissione di soccorso è stata identificata come causa diretta della tragedia, respingendo l'idea che eventi successivi, come un incendio a bordo della barca dei migranti, potessero interrompere il nesso causale.
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Ricorso inammissibile: no a motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo di prodotti petroliferi. La decisione si fonda su due principi cardine: l'impossibilità di presentare motivi di impugnazione per la prima volta in Cassazione e la carenza di interesse dell'imputato, poiché i beni appartenevano alla società e non a lui personalmente. La sentenza ribadisce che il ricorso inammissibile è la conseguenza della violazione di precise regole procedurali.
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Calcolo imposta evasa: errore annulla la condanna
Un imprenditore è stato condannato per omessa dichiarazione. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per un'evidente contraddizione e un errore nel calcolo dell'imposta evasa, che determina la soglia di punibilità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione, sottolineando l'importanza di un corretto metodo di calcolo per la sussistenza del reato.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi non ammessi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un sequestro preventivo in un caso di frode fiscale su prodotti petroliferi. La decisione si fonda sul principio che non è possibile presentare in Cassazione motivi di ricorso che non erano stati sollevati nel precedente grado di giudizio (riesame), ribadendo il divieto di 'novum' nel processo di legittimità.
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Non occasionalità spaccio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per spaccio di lieve entità e resistenza a pubblico ufficiale. La sentenza chiarisce che l'aggravante della "non occasionalità spaccio" può essere desunta dalla presenza di una recidiva specifica, anche se non esplicitamente contestata. Inoltre, la fuga pericolosa con un veicolo, causando un rischio per gli agenti, integra il reato di resistenza e non una semplice sottrazione al controllo.
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Fatture inesistenti: Cassazione su indeducibilità costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per frode fiscale. Il caso riguardava l'utilizzo di fatture inesistenti per aumentare fittiziamente i costi aziendali e ottenere finanziamenti pubblici. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: i costi derivanti da fatture soggettivamente inesistenti, cioè relative a operazioni reali ma con intermediari fittizi e prezzi gonfiati (sovrafatturazione), non sono mai deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA.
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Ricorso in Cassazione: motivi nuovi e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché basato su motivi nuovi, non sollevati nel precedente grado di appello. La sentenza ribadisce che il ricorso in cassazione non può essere utilizzato per introdurre censure non discusse in precedenza, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
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