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Art. 608 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 608 Codice di Procedura Civile

Rilascio di immobile e comproprietà: stop allo sfratto
Un venditore e una compratrice avevano stipulato un contratto per un terreno, poi annullato dal tribunale con l'ordine di restituire il bene. Alla morte del venditore, gli eredi hanno avviato la procedura forzata per ottenere il rilascio di immobile. Tuttavia, l'acquirente era nel frattempo diventata comproprietaria di una quota indivisa del bene sia per una rinuncia scritta di uno degli eredi sia per un acquisto ereditario autonomo. La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile ordinare il rilascio di immobile forzato nei confronti di chi è diventato comproprietario pro indiviso del fondo. Gli eredi devono prima richiedere la divisione giudiziale del terreno per separare le quote spettanti a ciascuna parte. Pertanto, il ricorso degli eredi è stato integralmente rigettato.
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Esercizio arbitrario delle proprie ragioni: possesso e reato
Il Proprietario di un immobile, affiancato dal Figlio, dall'Avvocato e da un collaboratore, tentava di rientrare in possesso di un box forzando il lucchetto. Il gruppo riteneva l'azione legittima poiché l'ufficiale giudiziario aveva già eseguito l'immissione in possesso. Esisteva tuttavia un provvedimento d'urgenza che sospendeva l'esecuzione, emesso dopo la chiusura della procedura. La vicenda ha portato all'imputazione per tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La Corte di Cassazione ha evidenziato la forte incertezza giuridica del caso: l'immissione in possesso chiude definitivamente l'esecuzione forzata, rendendo inefficaci le successive sospensioni cautelari. Poiché il ricorso degli imputati non era palesemente infondato, i giudici hanno potuto prendere atto del decorso del tempo, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione e annullando la sentenza senza rinvio.
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