Il Richiedente, dopo essere stato assolto dall'accusa di omicidio preterintenzionale, ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione per i ventiquattro giorni trascorsi in carcere. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda ravvisando una colpa grave nel comportamento dell'uomo. Egli, infatti, aveva intrattenuto frequenti e insoliti contatti telefonici notturni con due soggetti coinvolti nel delitto e si era recato con loro presso l'abitazione della vittima. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che tali condotte imprudenti hanno colpevolmente generato l'apparenza di una sua complicità, giustificando la misura cautelare iniziale. Di conseguenza, il ricorrente perde il diritto all'indennizzo e deve pagare le spese processuali.
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