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Art. 606 Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 606 Codice Penale

Arresto illegale: filma i vigili e viene arrestato, ma vince
Due agenti della polizia municipale, sorpresi a interrompere il servizio da un cittadino che li stava filmando con il cellulare, lo hanno aggredito e arrestato ingiustamente, accusandolo falsamente di possedere un coltello. Dopo una condanna in primo grado e un'assoluzione in appello, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici di legittimità hanno stabilito che la Corte d'appello ha sminuito le prove, ignorando testimonianze chiave e filmati decisivi che dimostravano l'arbitrarietà della condotta degli agenti. La Cassazione ha quindi annullato l'assoluzione ai fini civili, rinviando la causa al giudice civile per ridiscutere il risarcimento dei danni. Il cittadino ottiene così una fondamentale vittoria per far valere le proprie ragioni contro l'arresto illegale subito.
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Condanna in Appello dopo un’assoluzione: obbligatoria la rinnovazione
Un uomo, ai domiciliari, viene assolto in primo grado dal reato di evasione perché il giudice dubita che avesse compreso un 'ordine di liberazione provvisorio'. La Corte d'Appello, però, ribalta la sentenza e lo condanna, valutando diversamente le sue dichiarazioni senza sentirlo di nuovo. La Corte di Cassazione annulla la condanna, stabilendo un principio fondamentale: se un'assoluzione si basa sulla credibilità dell'imputato, il giudice d'appello non può condannarlo senza prima disporre la rinnovazione dibattimentale in appello, ovvero riesaminarlo direttamente in aula. La causa torna quindi in Appello per un nuovo processo.
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Sanzioni Banca d’Italia: il termine per la notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29594/2023, ha respinto il ricorso di un ex amministratore di banca contro le sanzioni della Banca d'Italia. La Corte ha stabilito che il termine di 90 giorni per la notifica della sanzione decorre dal visto finale del Direttore Centrale, che conclude l'accertamento ispettivo. È stato inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso perché sollevato per la prima volta in Cassazione, ribadendo l'impossibilità di introdurre nuove questioni in sede di legittimità.
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