Un professore universitario ha citato in giudizio una collega per diffamazione a causa di un'email critica inviata ad altri docenti. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta, riconoscendo l'esercizio del diritto di critica. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. Il ricorrente è stato inoltre condannato per lite temeraria.
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