La Corte di Cassazione affronta il tema della rapina consumata. Un uomo, dopo aver sottratto dei beni da un supermercato, si dava alla fuga venendo inseguito dalla vittima per circa 600 metri. La difesa sosteneva che il reato fosse solo tentato, poiché il ladro non era mai uscito dalla sfera di sorveglianza della persona offesa. La Corte ha respinto questa tesi, ribadendo un principio fondamentale: la rapina consumata si perfeziona nel momento in cui l'agente acquisisce un controllo autonomo ed esclusivo sulla refurtiva, anche se per un breve periodo. La fuga e l'allontanamento significativo sono sufficienti a integrare la consumazione del reato. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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