La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione del soldato ucraino accusato del concorso nell'omicidio del giornalista italiano Andrea Rocchelli, avvenuto nel Donbass nel 2014. I ricorsi del Procuratore Generale e dei familiari della vittima sono stati dichiarati inammissibili. La Suprema Corte ha ritenuto corretta la decisione dei giudici d'appello circa l'inutilizzabilità della testimonianza dei superiori dell'imputato. Questi ultimi, infatti, dovevano essere sentiti con le garanzie difensive poiché emersero indizi di correità a loro carico. Inoltre, è stato dichiarato inammissibile il ricorso dello Stato Ucraino per carenza di legittimazione ad impugnare una sentenza di assoluzione priva di statuizioni risarcitorie. Di conseguenza, l'assoluzione dell'imputato diventa definitiva.
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