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Art. 547 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 547 Codice di Procedura Penale

Correzione di errore materiale: la svista da oltre tremila euro
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale di un dispositivo di udienza. Nel rigettare il ricorso dell'Imputato, la Corte aveva omesso di inserire la condanna dello stesso al rimborso delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla Parte Civile. Rilevato che si trattava di una semplice omissione che non comportava alcuna nullità o modifica essenziale della decisione, i giudici hanno integrato l'atto disponendo il pagamento di euro 3.420,00 a favore della Parte Civile, oltre agli accessori di legge.
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Correzione errore materiale: Roma sostituisce Napoli in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una propria precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato che la decisione era avvenuta a Napoli anziché a Roma. Trattandosi di una semplice svista geografica che non incide sul contenuto della decisione, i giudici hanno rettificato la dicitura ripristinando la corretta sede di deliberazione.
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Correzione errore materiale: se Roma diventa Napoli per errore
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato che la decisione fosse avvenuta a Napoli anziché a Roma. Trattandosi di un mero refuso geografico che non incide sulla sostanza del giudizio, i giudici hanno ordinato la rettifica formale del testo, ripristinando l'esatta indicazione della sede della Suprema Corte. Il procedimento si è concluso con l'accoglimento della richiesta di correzione.
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Correzione errore materiale: pena aumentata per errore di calcolo
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel verbale di un'udienza precedente. Nel rideterminare la pena per L'Imputato, i giudici avevano commesso un errore di calcolo aritmetico, indicando un anno e tre mesi di reclusione anziché un anno e sette mesi. La corretta operazione matematica, basata sulla pena base di nove mesi aumentata per la recidiva e per i reati satellite, portava inevitabilmente a diciannove mesi complessivi. Accertata la divergenza evidente tra la reale volontà del collegio e la formula scritta, la Suprema Corte ha corretto il dispositivo, stabilendo la pena definitiva in un anno e sette mesi di reclusione.
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Correzione errore materiale: il singolare errato non cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di discrepanza tra il testo di una sentenza e il relativo ruolo d'udienza. Nel primo documento, entrambi i ricorrenti venivano condannati a rimborsare le spese legali alla parte civile, l'Agenzia delle Entrate. Nel ruolo d'udienza, invece, la condanna era indicata erroneamente al singolare, riferendosi a un solo imputato. La Suprema Corte ha chiarito che l'allineamento tra i due atti non modifica la decisione sostanziale già presa. Per questo motivo, ha disposto la correzione errore materiale nel ruolo d'udienza, sostituendo la dicitura al singolare con quella al plurale, confermando così l'obbligo di pagamento per entrambi i soggetti coinvolti.
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Difformità tra dispositivo e motivazione: prevale l’aula
Il Ricorrente, condannato per furto aggravato, ha impugnato la sentenza lamentando una difformità tra la motivazione, che indicava otto mesi di reclusione, e il dispositivo scritto in calce, che indicava nove mesi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la difformità tra dispositivo e motivazione non comporta la nullità del provvedimento. In questi casi, infatti, prevale sempre il dispositivo letto ad alta voce in udienza, che conteneva la pena inferiore. L'errore presente nel documento scritto costituisce un semplice errore materiale, risolvibile con una procedura di correzione e non con l'annullamento della sentenza. Il Ricorrente perde la causa ed è condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Correzione di errore materiale: condannati pagano le spese
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una Compagnia Assicurativa, costituitasi come parte civile in un processo penale. La società aveva segnalato un'omissione nella precedente sentenza, in cui i giudici avevano dimenticato di liquidare le spese legali in suo favore. La Suprema Corte ha riconosciuto l'evidenza dello sbaglio e ha disposto la correzione di errore materiale. Di conseguenza, i cinque imputati condannati sono stati obbligati, in solido tra loro, a rimborsare alla parte civile le spese di rappresentanza in giudizio, quantificate in complessivi 4.500 euro oltre agli accessori di legge.
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Correzione errore materiale: la Cassazione cancella lo scambio
Il Legale Rappresentante di alcune società ha richiesto la correzione errore materiale dell'intestazione di una sentenza di Cassazione. Il documento lo indicava erroneamente come persona fisica proposta in un procedimento di prevenzione, mentre la sua partecipazione era avvenuta esclusivamente come terzo interessato per conto delle sue aziende. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, disponendo l'immediata rettifica dell'intestazione per ristabilire la corretta qualificazione giuridica del soggetto e tutelare l'immagine delle società coinvolte.
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Correzione errore materiale: ricorsi inammissibili e spese dovute
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza presentata da una Federazione Antiracket, costituita come parte civile, per la correzione errore materiale di una precedente sentenza. In tale decisione, la Corte aveva dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati, ma aveva omesso di condannarli al pagamento delle spese processuali in favore della Federazione, nonostante quest'ultima avesse regolarmente presentato le proprie conclusioni in udienza. Rilevato l'errore formale, la Suprema Corte ha disposto la correzione del dispositivo e della sentenza, inserendo la condanna degli imputati al rimborso delle spese legali a favore della parte civile.
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Correzione errore materiale: un refuso non ferma la giustizia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale riscontrato nel ruolo di udienza relativo a una precedente decisione. Nel documento ufficiale, il cognome della ricorrente era stato erroneamente trascritto come "Durate" anziché "Durante". Rilevato lo scambio di lettere, i giudici hanno ordinato la rettifica del testo per ripristinare l'esatta identità anagrafica della parte interessata, disponendo la trasmissione degli atti alla cancelleria per le dovute annotazioni. La decisione ristabilisce la correttezza formale degli atti processuali senza alterare la sostanza del giudizio.
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Errore sul nome in Cassazione: la correzione è un atto dovuto
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Nel provvedimento originario, il nome di una ricorrente era stato indicato in modo errato. A seguito della richiesta dell'interessata e della verifica dei dati anagrafici, la Corte ha emesso una nuova ordinanza per rettificare il nome. Questo caso evidenzia come la legge preveda uno strumento specifico, la correzione errore materiale, per emendare sviste formali senza alterare la sostanza della decisione. La Corte ha quindi ripristinato la correttezza anagrafica nel documento ufficiale, accogliendo la richiesta della ricorrente.
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Errore Materiale: Cassazione corregge data di nascita in sentenza
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di errore materiale in una propria ordinanza. Il caso nasce dalla richiesta del Pubblico Ministero, che aveva notato un'inesattezza nella data di nascita di un imputato riportata nel documento ufficiale. La data era stata scritta come 07/05/1955 anziché 07/06/1955. Riconosciuto che si trattava di una semplice svista che non alterava la sostanza della decisione, la Corte ha accolto l'istanza. Ha quindi disposto la rettifica del dato anagrafico, ripristinando la correttezza formale dell'atto. La vicenda sottolinea come il sistema giudiziario preveda strumenti rapidi per emendare imprecisioni, garantendo l'accuratezza dei documenti legali.
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Correzione Errore Materiale: Cassazione omette ‘parzialmente’
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di errore materiale su una propria precedente decisione. Nel dispositivo di una sentenza era stata omessa per sbaglio la parola 'parzialmente' in una frase che disponeva la revoca di un provvedimento. Riconosciuta la svista, la Corte ha emesso una nuova ordinanza per aggiungere il termine mancante. Questa operazione chiarisce che la revoca non era totale, ma solo parziale, ristabilendo così la corretta portata del giudizio e garantendo la certezza del diritto. Il caso dimostra il potere del giudice di auto-correggere le imprecisioni formali dei propri atti.
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Recidiva Specifica: condanna per furto basata anche su reati futuri
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione aggravato a carico di un'imputata. Il caso è rilevante per il principio affermato sulla recidiva specifica. I giudici hanno stabilito che, per valutare la pericolosità sociale del reo e applicare questa aggravante, è legittimo considerare non solo i precedenti penali, ma anche le condanne passate in giudicato dopo la commissione del reato per cui si procede. Questo criterio serve a delineare un quadro completo della personalità dell'imputato. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Errore materiale: Cassazione sposta processo da Salerno a Napoli
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Aveva ordinato un nuovo processo (giudizio di rinvio) presso 'un'altra Sezione' della Corte d'Appello di Salerno, ma tale Corte ha una sola sezione penale, rendendo l'ordine ineseguibile. Con la nuova ordinanza, la Cassazione ha modificato il dispositivo, stabilendo che il processo si terrà presso la Corte d'Appello di Napoli. Questo intervento di correzione errore materiale ha risolto un'impossibilità pratica, permettendo al procedimento giudiziario di proseguire correttamente.
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Correzione Errore Materiale: la Cassazione corregge un plurale
La Corte di Cassazione interviene per la correzione errore materiale in una propria sentenza. A causa di un refuso, la condanna al pagamento delle spese processuali era stata erroneamente attribuita a 'il ricorrente' (singolare) anziché a 'i ricorrenti' (plurale). Il provvedimento originale era corretto, ma la trascrizione nel ruolo d'udienza conteneva l'errore. La Corte, rilevata la svista, ha disposto la semplice sostituzione del termine, sanando l'imprecisione con una procedura rapida. La decisione chiarisce che entrambi i soggetti, e non uno solo, sono tenuti al pagamento, ripristinando la corretta interpretazione del verdetto originale.
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Prescrizione Reato per Covid: Condanna Annullata, Danni da Pagare
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per lesioni personali e minacce a causa dell'avvenuta prescrizione del reato. La vicenda riguarda due persone condannate per aggressione. Nonostante i termini processuali fossero stati sospesi per l'emergenza Covid-19, la Corte ha ricalcolato i tempi e ha stabilito che il termine massimo per perseguire il reato era già scaduto prima della sentenza d'appello. Di conseguenza, la condanna penale è stata cancellata. Tuttavia, la Corte ha confermato la condanna al risarcimento dei danni in favore della vittima, separando gli effetti penali da quelli civili. La decisione chiarisce l'impatto delle normative emergenziali sulla giustizia.
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Errore Materiale: Cassazione dimentica spese legali, poi corregge
Un'associazione sindacale, costituitasi parte civile in un processo penale, veniva esclusa per una svista dalla liquidazione delle spese legali nella sentenza finale. L'associazione ha quindi richiesto la correzione di errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, riconoscendo la semplice dimenticanza. Ha quindi ordinato di modificare la sentenza, estendendo anche al sindacato il diritto a ricevere il rimborso delle spese legali, fissato in 6.000 euro, già riconosciuto ad altre parti civili simili. La decisione riafferma che gli errori puramente formali nelle sentenze devono essere rettificati per garantire equità.
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Anno di nascita errato: la Cassazione e la correzione errore materiale
La Corte di Cassazione interviene per sanare un'imprecisione anagrafica in un atto giudiziario. Un imputato risultava nato nel 1975 anziché nel 1957. I giudici hanno stabilito che si trattava di un semplice lapsus, qualificandolo come un caso di correzione errore materiale. Questa procedura permette di modificare l'atto senza invalidarlo, poiché lo sbaglio non ha inciso sul contenuto della decisione. La Corte ha quindi ordinato di sostituire l'anno di nascita errato con quello corretto, confermando che le sviste formali non compromettono la validità sostanziale dei provvedimenti.
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Favore al cognato o associazione per delinquere? Condanna confermata
Un cancelliere di tribunale è stato condannato per partecipazione ad associazione per delinquere. Aveva agito da intermediario per suo cognato, un giudice, e altri complici, per 'pilotare' cause civili e tributarie, acquisendo informazioni riservate e influenzando l'assegnazione dei processi. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i suoi fossero solo favori familiari. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile e generico. I giudici hanno confermato l'esistenza di un patto criminale stabile e consapevole, rendendo definitiva la condanna.
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