L'Autorità giudiziaria straniera ha emesso un Mandato di arresto europeo contro L'Indagato per i reati di truffa, associazione a delinquere e traffico di sostanze dopanti destinate a cavalli da corsa. La Corte di Appello ha autorizzato la consegna del soggetto. L'Indagato ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando l'assenza di gravi indizi di colpevolezza e il difetto della doppia punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le recenti riforme non richiedono più la verifica dei gravi indizi per eseguire un Mandato di arresto europeo. Inoltre, le condotte contestate costituiscono reato anche in Italia ai sensi delle norme sul maltrattamento di animali. La decisione di consegna è diventata così definitiva.
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