La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i membri di un gruppo criminale dedito alla cattura e al commercio illegale di uccelli protetti. Gli imputati, organizzati in una vera e propria associazione per delinquere, catturavano volatili rari, li maltrattavano durante il trasporto e li rivendevano. La difesa sosteneva che i rapporti fossero solo familiari e che i reati fossero isolati. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, stabilendo che il vincolo associativo può esistere anche tra parenti e che la diversità di interessi economici tra venditore e acquirente non esclude la partecipazione al sodalizio. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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