Un uomo è stato condannato per l'uccisione di animali, avendo sparato a un cane. La sua difesa ha contestato la validità del riconoscimento fotografico da parte di una testimone e l'applicazione della recidiva. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo che il riconoscimento fotografico fosse attendibile, nonostante alcune iniziali incertezze della testimone, giustificate dal timore. La Corte ha anche validato l'applicazione della recidiva e il risarcimento del danno alla proprietaria dell'animale, respingendo il ricorso dell'imputato. Il caso sottolinea l'importanza della prova fotografica nel processo penale.
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