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Art. 527 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 527 Codice Penale

Atti osceni in presenza di minori: la piazza come luogo protetto
Un uomo in evidente stato di ebbrezza alcolica si è toccato i genitali rivolgendo frasi sessualmente allusive a un gruppo di giovani studentesse nella piazza del paese all'uscita da scuola. I giudici di merito hanno condannato l'uomo per la fattispecie penale di atti osceni in presenza di minori, prevista dall'articolo 527, secondo comma, del codice penale. L'imputato ha presentato ricorso sostenendo che la piazza distava oltre quattrocento metri dall'istituto scolastico, che il gesto integrava una mera contrarietà alla pubblica decenza e che l'alcol escludeva la colpevolezza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La piazza rappresenta un luogo di ritrovo sistematico per gli studenti, il gesto con invito esplicito lede il pudore sessuale e l'ubriachezza volontaria non riduce la responsabilità dell'autore.
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Luoghi frequentati da minori: la Cassazione decide
Un uomo, condannato per atti osceni compiuti nel piazzale di una piscina, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra l'altro, che il luogo non fosse qualificabile come abitualmente frequentato da minori. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per integrare il reato aggravato è sufficiente la probabilità significativa della presenza di minori, basata su una valutazione statistica. La sentenza chiarisce così la definizione di luoghi frequentati da minori, confermando che la presenza effettiva dei minori al momento del fatto non è necessaria.
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Violenza sessuale tentata: l’autoerotismo è reato?
Un uomo compie atti di autoerotismo davanti a una minore. La Cassazione chiarisce che non è violenza sessuale consumata per assenza di contatto, ma configura violenza sessuale tentata. Il reato è dichiarato prescritto, ma vengono confermati gli effetti civili e il risarcimento del danno alla vittima.
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Atti osceni aggravati: quando il reato sussiste
La Corte di Cassazione conferma la condanna per atti osceni aggravati a carico di un uomo sorpreso a masturbarsi nella propria auto vicino a una spiaggia. La sentenza chiarisce che per configurare l'aggravante non è necessaria la presenza effettiva di minori, ma è sufficiente la probabilità della loro presenza. Inoltre, l'interno di un veicolo è considerato luogo esposto al pubblico e la visibilità dell'atto, anche se parzialmente celato, è sufficiente a integrare il reato di pericolo concreto.
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Credibilità minore: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per atti sessuali con minori e atti osceni. La sentenza sottolinea i rigorosi criteri per la valutazione della credibilità minore, affermando che la testimonianza della vittima, se attentamente vagliata, può costituire prova piena. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, che avevano ritenuto attendibili le dichiarazioni delle bambine coinvolte, respingendo le argomentazioni della difesa su presunte contraddizioni e sulla capacità a testimoniare delle minori.
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