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Art. 527 Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 527 Codice Penale

Luoghi frequentati da minori: la Cassazione decide
Un uomo, condannato per atti osceni compiuti nel piazzale di una piscina, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra l'altro, che il luogo non fosse qualificabile come abitualmente frequentato da minori. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per integrare il reato aggravato è sufficiente la probabilità significativa della presenza di minori, basata su una valutazione statistica. La sentenza chiarisce così la definizione di luoghi frequentati da minori, confermando che la presenza effettiva dei minori al momento del fatto non è necessaria.
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Violenza sessuale tentata: l’autoerotismo è reato?
Un uomo compie atti di autoerotismo davanti a una minore. La Cassazione chiarisce che non è violenza sessuale consumata per assenza di contatto, ma configura violenza sessuale tentata. Il reato è dichiarato prescritto, ma vengono confermati gli effetti civili e il risarcimento del danno alla vittima.
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Ricorso per cassazione: l’autosufficienza è cruciale
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa per un illecito depenalizzato, contestando i termini di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile non nel merito, ma per un vizio formale: la mancata osservanza del principio secondo cui il ricorso per cassazione autosufficiente deve esporre chiaramente tutti i fatti di causa, senza costringere i giudici a consultare altri atti.
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Credibilità minore: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per atti sessuali con minori e atti osceni. La sentenza sottolinea i rigorosi criteri per la valutazione della credibilità minore, affermando che la testimonianza della vittima, se attentamente vagliata, può costituire prova piena. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, che avevano ritenuto attendibili le dichiarazioni delle bambine coinvolte, respingendo le argomentazioni della difesa su presunte contraddizioni e sulla capacità a testimoniare delle minori.
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Custodia cautelare: quando si applica sotto i 3 anni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la custodia cautelare in carcere è legittima anche per pene previste inferiori a tre anni, qualora sia disposta in aggravamento di una misura precedente violata dall'imputato. La sentenza chiarisce che la regola generale che vieta il carcere per pene lievi trova un'eccezione fondamentale nella necessità di sanzionare la trasgressione delle prescrizioni cautelari, confermando così la decisione del Tribunale del Riesame che aveva sostituito misure più lievi con la detenzione.
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