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Art. 518-undecies Codice Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 518-undecies Codice Penale

Esportazione illecita di beni culturali: no a confisca automatica
Due privati hanno tentato di trasferire all'estero una preziosa collezione di antichi strumenti musicali a bordo di alcuni furgoni, senza richiedere le autorizzazioni ministeriali. Il giudice di merito ha assolto gli imputati dal reato di esportazione illecita di beni culturali per assenza dell'elemento soggettivo, ma ha ordinato la confisca dell'intera raccolta a favore dello Stato. Gli imputati hanno impugnato il provvedimento sostenendo la natura privata dei beni e l'illegittimità del sequestro definitivo a fronte del proscioglimento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla confisca, annullando la decisione con rinvio. I giudici supremi hanno stabilito che, in caso di beni privati, la confisca non può scattare in modo automatico: il tribunale deve prima bilanciare l'interesse pubblico con il diritto di proprietà, valutando la tempestività dell'azione statale e la condotta dei proprietari.
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Sequestro di reperti archeologici: valido anche dopo un doppio no
Un indagato per traffico di reperti archeologici subisce una richiesta di sequestro. Il Giudice la rigetta due volte, anche perché i beni sono già sotto sequestro in Bulgaria. Il Pubblico Ministero, invece di impugnare il primo rigetto, presenta una nuova istanza e poi appella il secondo diniego, ottenendo infine il sequestro. L'Indagato ricorre in Cassazione lamentando la violazione del principio del 'ne bis in idem cautelare'. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che la sequenza procedurale seguita dal Pubblico Ministero è legittima. La scelta di rinnovare l'istanza e poi impugnare il secondo rigetto non viola il divieto di doppio giudizio, poiché non si era ancora formato un giudicato cautelare. Il sequestro è quindi confermato.
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Bene culturale: quando la confisca è illegittima
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca emessa dal Tribunale in sede di esecuzione. Il caso riguardava una serie di oggetti sequestrati nell'ambito di un procedimento per esportazione illecita, conclusosi con il proscioglimento per prescrizione. Nonostante l'estinzione del reato, il Tribunale aveva confermato la confisca qualificando gli oggetti come bene culturale sulla base di una nota ministeriale sintetica. I ricorrenti avevano invece prodotto una perizia tecnica che descriveva i beni come manufatti industriali seriali privi di valore storico. La Suprema Corte ha rilevato un vizio di motivazione, poiché il giudice di merito ha ignorato le prove della difesa senza fornire una spiegazione tecnica adeguata sulla reale natura dei beni.
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