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Art. 512-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 512-bis Codice di Procedura Penale

Truffa e accredito del profitto: la condanna senza la querela
L'Imputato ha subito una condanna per il reato di truffa e accredito del profitto in relazione alla finta locazione di un appartamento. Il ricorrente sosteneva la mancanza di prove dopo che la Corte d'Appello aveva dichiarato inutilizzabile la querela della vittima. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato la responsabilità penale basandosi sui tracciamenti della carta di pagamento ricaricabile, sui documenti di identità, sui messaggi e sulle testimonianze dei gestori dell'immobile. La Suprema Corte ha stabilito un principio chiaro: chi incassa il denaro provento del raggiro si considera autore dell'illecito, salvo la prova contraria dell'intervento autonomo di terzi. L'Imputato non ha fornito alcuna spiegazione alternativa credibile. La Cassazione lo ha condannato al pagamento delle spese e a tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Testimone irreperibile e lettura verbali: condanna confermata
L'Imputato, condannato nei gradi precedenti per furto con strappo e ricettazione, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la lettura in aula della denuncia resa dalla persona offesa. La difesa sosteneva che la vittima, cittadina straniera rientrata nel proprio paese d'origine, fosse stata dichiarata introvabile senza adeguate ricerche all'estero. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito i limiti in tema di testimone irreperibile e lettura verbali: se le ricerche sul territorio italiano e le verifiche tramite consolato risultano infruttuose e non esistono indirizzi esteri noti, l'impossibilità di esaminare il testimone è legittima e imprevedibile. L'Imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Testimone irreperibile all’estero: condanna annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per rapina basata quasi esclusivamente sulle dichiarazioni della vittima, diventata un testimone irreperibile. La persona offesa era tornata nel suo paese d'origine, ma i giudici dei gradi precedenti non avevano attivato le ricerche internazionali, ritenendole superflue. La Cassazione ha stabilito che, in presenza di elementi concreti sul trasferimento all'estero di un testimone, le ricerche internazionali sono un dovere e non una facoltà. Utilizzare le dichiarazioni rese durante le indagini senza aver prima tentato ogni ricerca possibile viola il diritto di difesa dell'imputato. Di conseguenza, il processo dovrà essere celebrato nuovamente.
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Confisca di prevenzione: la prova della sproporzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un decreto di confisca di prevenzione. La misura riguardava società, immobili e beni riconducibili a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso per legami con la criminalità organizzata. I beni, formalmente intestati a moglie e figli, sono stati considerati frutto di attività illecite a causa della notevole sproporzione tra il loro valore e i redditi leciti dichiarati dal nucleo familiare. La Corte ha confermato la validità del calcolo della sproporzione e l'onere dei terzi di provare la provenienza lecita dei fondi.
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