Un uomo viene condannato per furto in abitazione sulla base delle dichiarazioni predibattimentali di una vittima, successivamente deceduta, e della testimonianza di un ufficiale di polizia giudiziaria su un riconoscimento fotografico. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, affermando la legittimità della condanna. La Corte chiarisce che l'utilizzo di prove non formatesi in contraddittorio è ammissibile se il giudice adotta 'adeguate garanzie procedurali' per bilanciare il deficit di difesa, come un'analisi rigorosa della credibilità delle fonti e la ricerca di elementi di riscontro, in linea con i principi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
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